Di Raffaele Ciccarelli

Questa apertura del nostro consueto appuntamento con i “buoni” e i “cattivi “ di questa settimana calcistica ci vede stavolta partire da un lontano contesto storico. Dobbiamo fare un salto temporale all’indietro, infatti, per arrivare al 1989 di questi stessi giorni, quando finalmente fu abbattuto il Muro di Berlino. Sembrava che il mondo si fosse avviato verso una pace duratura e stabile, che le paure per il futuro fossero svanite. Non sarebbe stato così, ma resta un momento storico e la fine di un’era. Cosa c’entra questo con il calcio, direte. C’entra, e meritano il podio più alto i tifosi dell’Hertha Berlino che, prima della gara di campionato contro il Lipsia, hanno dato vita ad una bella coreografia abbattendo simbolicamente un muro che divideva fisicamente il campo di calcio. Un gesto che ha voluto rinnovare quel momento storico, ma anche ribadire la speranza dei nostri giovani, di un mondo senza barriere, anche attraverso lo sport e il calcio. Tra i Top c’è da considerare il calcio inglese tutto, alla luce dello spettacolo che hanno offerto Liverpool e Manchester City, e non ci riferiamo solo alla gara, che è stata spettacolare, ma a tutto il contorno.  Non si è potuto essere indifferenti a quello che trasmetteva l’atmosfera dell’Anfield anche attraverso le immagini televisive, dall’assordante “You’ll never walk alone urlato a squarciagola dell’altrettanto assordante silenzio nel minuto di raccoglimento del “Remembrance Day”, o “Poppy Day”, in memoria dei caduti di tutte le guerre. La partita, poi, è stata spettacolare e ha ribadito la momentanea superiorità della squadra di Jurgen Klopp, anche se il team di Pep Guardiola non ha demerito. In castigo anche la Juventus: un po’ perché rappresenta il calcio italiano per ora ancora lontano dalle atmosfere da brividi di cui sopra, un po’ perché non puoi avere quella rosa di giocatori e vincere in quel modo, cioè in maniera quasi casuale ed estemporanea, partite come quelle con il Milan, in ambisce di suo ma che almeno ha giocato secondo le sue possibilità. Quasi inutile dire che dietro la lavagna ci finisce anche il Napoli: in un clima se non da caccia alle streghe di certo di rinnovato maccartismo, tutti a caccia di tutti , in una corsa a trovare il colpevole in cui, oggettivamente, ci sembra di individuare responsabilità a tutti i livelli (società, allenatore, giocatori), in cui credo la cosa più opportuna sia spegnere i roghi per le streghe già pronti e provare a fare quanto di meglio per salvare la stagione. Un plauso, infine, e un bel Top alla città di Benevento che con entusiasmo ha ospitato la Nazionale femminile nella gara contro la Georgia, nella tappa di avvicinamento alle qualificazioni europee, che le ragazze hanno onorato vincendo nettamente contro le avversarie (sei a zero).

 

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