Lunedi è arrivato lo stop definitivo alla Serie A Femminile, dopo giorni e giorni di voci che portavano verso una ripartenza del campionato, ma chi conosce bene l’ambiente e come funziona nel calcio femminile sapeva che con c’erano i presupposti per riprende. Nei giorni precedenti la Alessandra Signorile, Presidente della Pink Bari a mezzo stampa aveva dichiarato: “La Serie A non deve ripartire!”. Noi del Corriere del Pallone l’abbiamo contattata subito dopo lo stop definitivo. La Presidente parla del Protocollo Sanitario, del futuro del calcio femminile e lancia un messaggio a De Laurentis.
Infine la stessa Presidente lancia una bomba che ha del surreale: Fondo Salva Calcio preveda solo in caso di ripartenza €. 700.000 mila per il calcio femminile!

 

Presidente Signorile, da anni ormai vive questo movimento dall’interno, e rappresenta anche i club in una delle sue componenti, alla luce di quanto vissuto da tutti noi negli ultimi mesi, per il Covid, ritiene che la scelta di Lunedi in Consiglio Federale sia stata la scelta giusta ? Qual’è la sua opinione al riguardo ?
Credo che non si sarebbe dovuti arrivare a lunedì 8 Giugno per prendere una decisione, e comunque si credo che la decisione sia stata quella giusta.

Dal blocco dei Campionati all’8 Giugno si sono susseguite ore e ore di call con tutti gli attori del movimento femminile, società, calciatrici, tecnici, se si fossero veramente ascoltate le varie opinioni si sarebbe giunti in anticipo a dichiarare conclusa la stagione, ma come sempre si è preferito temporeggiare cercando di trovare delle soluzioni tampone… Come dice lei sono anni che vivo questo movimento, e sono abituata alla mancata considerazione delle opinioni di chi questo movimento lo vive.

E anche questa volta ha fatto comodo parlare di immagine, di opportunità, di occasione perduta, e giungere alla fine screditando in primis le società e poi le calciatrici. Spesso si dimentica che se il calcio femminile è giunto fin qui, se le Ragazze Mondiali sono diventate note al grande pubblico lo si deve a tutte le società (Professionistiche e Dilettantistiche) che hanno investito e creduto nel settore e a tutte quelle Calciatrici che hanno fatto di un hobby un mestiere!

I medici sociali dei Club hanno preso una posizione molto critica, in merito al protocollo ed alle responsabilità ad esso connesse. Lei come altri presidenti, eravate scettici e  contro la ripartenza, Non c’era una soluzione alternativa, che prevedesse la ripartenza ?
Il Protocollo sanitario era giustamente quello approvato dal CTS anche per la serie A maschile così come la bozza del protocollo gare, i medici sociali della maggioranza delle società dopo un lungo confronto hanno rilevato che era di difficile applicazione. Rammento a tutti che le nostre calciatrici sono per status dilettanti e quindi dal punto di vista sanitario noi società siamo organizzate per assicurare il rispetto della normativa sanitaria per gli atleti dilettanti, mentre evidentemente e anche giustamente il protocollo faceva riferimento alla normativa sanitaria prevista per i calciatori professionisti. Quindi secondo voi era plausibile pensare che in un momento di emergenza come quello dovuto alla pandemia tutte le società e i loro medici fossero in grado di adeguarsi?

Un’alternativa per ripartire? No non credo ci fosse. Siamo un movimento ancora troppo fragile e ritardarla ancora nel tempo, è stata un’ipotesi valutata, che avrebbe arrecato ulteriori danni incidendo sull’andamento non solo di questa stagione ma anche su quella futura. Una stagione sportiva va programmata sia dal punto di vista economico che sportivo, saremmo state disallineate da tutto il resto d’Europa sia come calendari che come mercato.

In altri campionati continentali, come in Francia e in Germania, lo stato e la federazione hanno si fermato tutto molto prima, ma ora hanno stanziato somme considerevoli per il calcio femminile, per la sua ripartenza e per aiutare i club in questo frangente. In Italia la FIGC ha ritenuto congrui 7000 euro, per l’intero movimento. La ritiene anche lei una cifra congrua ? Cosa servirebbe al movimento oggi, per farsi trovare pronti alla ripresa della prossima stagione, e non arrivare impreparati ?
In tutta Europa, tranne che in Germania dove la stagione si concluderà comunque entro il 30 giugno, e negli Stati Uniti dove si è organizzato un nuovo evento a luglio, la stagione è stata chiusa molto prima, prendendo decisioni diverse dalle nostre anche per quanto riguarda le classifiche. Alcune hanno assegnato lo scudetto, scelta secondo me opportuna quando comunque si determina una classifica, e altre hanno optato per un format rivisto per la stagione 2020/2021, come la Spagna che ha deciso di non far retrocedere nessuno. Gli aiuti economici previsti per la ripartenza sono evidentemente importanti dai 5 milioni in su… (parliamo anche di Campionati femminili molto più importanti in realtà) ma sa la cosa che io trovo incredibile e che il Fondo Salva Calcio preveda solo in caso di ripartenza €. 700.000 mila per il calcio femminile!!!

Cosa occorre al nostro movimento oggi? Quello che occorreva 20 anni fa. Una programmazione seria, degli investimenti congrui e costanti nel tempo, una normativa ad hoc, e si il professionismo per le nostre calciatrici. La dignità di una attività sportiva passa anche da li, dal riconoscimento delle nostre calciatrici quali lavoratrici, segnerebbe anche per noi società un traguardo. I club avrebbero un profilo più omogeneo, gli investimenti economici che ora alcuni fanno assumerebbero un significato anche dal punto di vista aziendale, di bilanci e probabilmente verrebbero incrementati, avremmo un sistema più pronto ad affrontare la prossima emergenza.

Lei da anni ormai, è un emblema del movimento calcistico femminile, sia per il meridione, ma anche per i club “di puro settore femminile”. Qual’è la sua “visione” sul futuro della Pink Bari? Quali le sue sfide ?
La Pink Bari continuerà a lavorare come ha sempre fatto. Cercando di migliorare i risultati sportivi e organizzativi  in considerazione del proprio budget. Continuerà ad impegnarsi per lo sviluppo del movimento anche studiando i modelli societari dei colleghi e beneficiando della loro preparazione e professionalità.  Credo che l’arrivo dei tanti club professionistici sia per noi società di puro settore femminile una grande opportunità dalla quale trarre beneficio.

Sappiamo che è in programma un incontro con De Laurentis per parlare di una sinergia tra i due club, Quali le sue aspettative ? A Napoli, il calcio femminile vive ancora lontano da quello maschile. Sia aspetta qualcosa di diverso a Bari ?
Se il Presidente De Laurentis vorrà parlare con noi saremo disponibili come sempre abbiamo fatto in questi anni. Qualunque sinergia sarà valutata per accrescere il valore del mio Club e del calcio femminile a Bari, se così non fosse noi continueremo per la nostra strada, non credo che il femminile debba apparentarsi obbligatoriamente, credo sia un’operazione da fare quando si incontrino gli interessi e si perseguono i medesimi obiettivi.

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