Zeman allenatore

Quando parla non lo fa mai a sproposito e, soprattutto, dice quello che pensa senza particolari filtri. Di chi stiamo parlando? Ma del signor 4-3-3, Zeman. Stavolta l’ex tecnico di Lazio e Roma è tornato a parlare di doping e del “sistema” che ruota intorno al calcio, punzecchiando come lui è solito fare.

Il tecnico boemo: «Il problema del doping ci sarà per sempre»

In una recente intervista rilasciata ad un noto portale della repubblica ceca, Zeman è tornato a pungere i bianconeri ma soprattutto il “sistema” malato del calcio. Parla prima del suo cavallo di battaglia, il doping, e poi del “sistema” che decide a chi assegnare i titoli calcistici più importanti.

Ecco le sue parole:

Il problema del doping è stato e sarà. La domanda è, quanto sarà rivelato? Spero solo che i giovani giocatori si rendano conto di quanto possa finire male. Se rifarei certe dichiarazioni? Senza esitazione, la Juventus non era certamente l’unica ad usare sostanze proibite. Creatina, EPO, steroidi. Le droghe non appartengono allo sport. L’ho fatto per il calcio.

Il giornalista poi chiede al tecnico Boemo come ritiene la sua carriera di allenatore visto che nel suo albo mancano i titoli. La risposta di Zeman:

La mia carriera la considero un successo anche se so che potrei lavorare ancora e meglio. Apprezzo che la rivista France Football mi abbia classificato tra i trenta migliori allenatori della storia. Mancano i titoli? Sì, ma dipende da che punto di vista si guarda.

Poi parte la frecciatina al “sistema” e indirettamente alla Juventus, anche se il tecnico tiene a specificare che non si riferisce solo al club torinese:

A volte i titoli vengono assegnati a tavolino, a chi non li merita. Non mi riferisco solo alla Juventus. Ci sono i sistemi nel calcio che in ogni paese decidono prima della stagione, chi vincerà. E non mi piace il calcio così. Mi piacerebbe rendere il calcio puro. Lasciarlo vincere al migliore.

Una battuta anche sulla sua seconda esperienza alla Roma:

Chi mi ha messo i bastoni tra le ruote? De Rossi e il gruppo dei brasiliani. Non sono abituati a lavorare in Brasile e non volevano farlo nemmeno qui. Quindi hanno avuto un problema con me.

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