C’è una storia fatta di andate e ritorni, ma soprattutto di passione. Ci sono posti nei quali si lascia il cuore e si torna sempre. Lo ha fatto Pasquale Vitter con la sua Sarnese. Il tecnico è ripartito da Sarno, triplicando i suoi impegni. Prima squadra, Juniores e femminile, per concentrare le risorse tecniche sotto un’unica guida. La sua giornata è fatta di campo, per ore interminabili, senza guardare se dal cielo cade la pioggia incessante di questo novembre oppure c’è l’inatteso sole di ottobre. Pasquale Vitter sta lì e lavora, lavora, lavora… “L’obiettivo è quello di riportare la Sarnese dove l’avevo lasciata in tre o quattro anni. Non sarà facile, ma ce la metteremo tutta. Bisogna costruire e quest’anno dobbiamo conquistare la salvezza in Promozione e valorizzare qualche giovane, ci riusciremo”.
L’avvio non è stato facile. “Stiamo trovando difficoltà, la squadra è stata allestita in 10 giorni, abbiamo integrato la rosa con i giovani della Juniores. Un po’ di sfortuna, di inesperienza, ma anche un po’ di colpa nostra e la classifica al momento non ci sorride”.
La scelta di guidare tre formazioni è figlia della voglia di racchiudere tutto in un unico progetto tecnico: “Per me è indispensabile guidare sia la prima che la Juniores, con almeno 7 under che fanno parte in pianta stabile della rosa. Ci alleniamo insieme, utilizziamo lo stesso schema. Ciò richiede molta applicazione, perché lavorare con trenta persone per tre ore al giorno non è facile”.
Dallo stadio pieno di Torre Annunziata, dopo i successi alla guida del Savoia, alla passione di una piazza come Sarno che concede un po’ di tempo in più. “La vita cambia molto da Torre Annunziata a Sarno. Questa è la città che mi ha adottato, ormai la mia nuova seconda città. Sono a contatto con dirigenti meravigliosi, che vogliono fare calcio pulito. Mi dispiace solo che, finora, sul piano dei risultati li abbiamo delusi.
A Torre si vive solo per il Savoia, mentre a Sarno i risultati fanno avvicinare le persone alla squadra”.
C’è, però, una buona dose di divertimento: “A Sarno mi diverto molto, ma mi divertirei di più con i risultati. Sto covando dentro tanta rabbia, purtroppo non ci gira bene. Se tutti siamo convinti della bontà del progetto e remiamo nella stessa direzione qualche soddisfazione ce la possiamo togliere.
Sul mercato di dicembre speriamo di poter prendere due o tre calciatori che già conosco”.

Potrebbe interessarti

Savoia, altro exploit e Parlato racconta l’impresa su modulo e attaccanti

L’allenatore Carmine Parlato racconta la vittoria del Savoia arrivata sul campo del …