E’ la vigilia di Napoli-Arsenal e in casa azzurra sognano la grande impresa, una di quelle che restano nella memoria di tifosi e non. Ed è proprio quest’onda che Carlo Ancelotti vuole cavalcare in vista di domani, come il tecnico partenopeo ha spiegato in conferenza stampa a Castelvolturno: “Domani ci vorranno coraggio, testa e cuore. Sono le tre componenti che chiedo alla squadra. Il coraggio l’ho visto poco nella gara di andata soprattutto, l’intelligenza c’è stata nella seconda parte. Il cuore è quello che ci metteremo domani oltre a una alta dose di intensità. E’ una grandissima opportunità che possiamo cogliere con un atteggiamento mentale positivo. L’ambiente straordinario del San Paolo ci aiuterà certamente. Siamo l’unica squadra italiana ad essere ancora in Europa e vogliamo restarci. Possibile tridente? Giocare con i tre attaccanti è una possibilità. Ma ci vorrà equilibrio anche nella fase offensiva. Mi aspetto coraggio ma anche personalità. Dobbiamo certamente pressare in avanti ma ci vorrà maggiore compattezza dei reparti. La partita la vogliamo giocare fino alla fine e se è possibile anche di più. Dobbiamo giocarla al massimo delle nostre possibilità, non dobbiamo avere frenesia nel cercare il gol ma dobbiamo tenerla aperta e provare a sovvertire il risultato. Il Napoli domani sono certo che farà una grandissima prestazione e io credo che ce la possiamo fare. All’andata siamo stati un po’ impauriti anche dall’ambiente, ma domani l’ambiente è totalmente nostro e ci scrollerà di dosso le preoccupazioni che abbiamo avuto ad Amsterdam. La vittoria col Chievo ci ha ridato il sorriso, maggiore serenità e ci ha tolto qualche scorie in vista di domani. Vincere aiuta sempre a vincere. Striscione dei tifosi azzurri (“Pretendiamo la Coppa UEFA”)? Io pretendo il massimo impegno, applicazione e concentrazione dai miei ragazzi. Questo si deve pretendere. Ma un risultato sportivo non si può né pretendere, né prevedere, né garantire. Io non amo il termine pretendere, ma preferisco desiderare. E magari conquistare. Coniare il modello Ajax? Per costruire una squadra dalle giovanili occorre metodo, programmazione, progetto. Loro hanno sempre sfornato grandi giocatori sin da giovani. Però in Italia non è permesso fare questo tipo di programmazione a lungo termine perché qui si vogliono i risultati immediati. Non è una imposizione dei Club, bensì dell’opinione pubblica e dall’ambiente esterno alle Società“.

Accanto a lui c’era Josè Maria Callejon: “Sarà difficile, l’abbiamo visto già all’andata, ma lo spogliatoio ha fiducia e fame, darà tutto in campo. Lo faremo per noi, per i tifosi, per la città, meritiamo tanto. Siamo molto fiduciosi, abbiamo sbagliato il primo tempo all’andata, siamo tornati con un po’ di rammarico ma domani c’è l’opportunità storica di fare una grande partita, d’alto livello, per passare in semifinale. Vivo l’attesa come se fossi in caserma. Bisogna riposare bene, mangiare bene, essere concentrati al 100% perché è molto importante per noi. Può essere storica per città e storia, tutti dobbiamo avere in testa questo se vogliamo una semifinale d’EL. Bisogna mettere il cuore. Io insostituibile? Lavoro sempre al 100%, il calcio è la mia passione, fino all’ultimo giorno mi allenerò e giocherò al massimo. Io ho avuto la fortuna di giocare con tutti gli allenatori, sono felice qui da 6 anni e sarò contento ancora di quello che farò in futuro“.

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