di Raffaele Cioffi

Cuore ed ingenuità, errori ed attributi, regali agli avversari ma anche tante, tantissime occasioni da gol create. Con il non insignificante dettaglio dell’aver disputato oltre novanta minuti – recupero compreso – sotto di un uomo per il rosso rimediato da Aya. “Quasi non me n’ero accorto”, scherza Ventura nel post-gara. Visibilmente soddisfatto il trainer granata dopo il successo per 2-1 nel derby all’Arechi contro una Juve Stabia in crisi nera e costretta seriamente a guardarsi le spalle: “Col Pescara ed a Benevento mi ero divertito per 60′, stasera mi sono divertito per tutti i novanta minuti. Abbiamo giocato 85′ in dieci concedendo pochissimo, l’unico vero pericolo lo abbiamo subito al 94′. Siamo stati ingenui su un rinvio del portiere di 70 metri su cui Aya è scivolato ed ha perso l’attimo. Abbiamo costruito tante palle gol clamorose e pulite, colpito una traversa, giocando con lo spirito che avevamo prima della lunga pausa. La compattezza di Chiavari si è ripetuta nel recupero della sfida con la Cremonese e si è ripetuta nel derby. Non parlavo tanto per parlare. Era fondamentale vincere, abbiamo vinto perché lo abbiamo voluto. Dopo l’espulsione ci siamo messi a quattro giocando con grande raziocinio. Con questo caldo ed in inferiorità numerica, una volta subito il pareggio abbiamo cercato ancora la vittoria, stasera la squadra ha dei grandi meriti e si è guadagnata i complimenti. Con questo spirito si può fare tutto, abbiamo intrapreso la strada che dovevamo intraprendere già dalla gara col Pisa. Stasera siamo passati dalla difesa a tre a quattro, questo avviene attraverso un percorso e conoscenze che vengono fuori attraverso esperienze anche negative”.

Una spanna sopra

Akpa Akpro, Gondo e Kiyine su tutti in una serata che ha visto la Salernitana gettare il cuore oltre l’ostacolo: “Ad Akpa ho detto che è un giocatore di Serie A che deve capire cosa è necessario per far fruttare le sue capacità. Ha coperto benissimo tutti gli spazi ed ha fatto 2-3 inserimenti che hanno determinato il risultato. E’ un giocatore di livello importante ma ce ne sono anche altri. Devono vedere la luce, adesso stanno lavorando in miniera. Cedric ha fatto una grande partita, s’è caricato tutto il peso dell’attacco. Sofian ha fatto il quarto di sinistra, ha interpretato benissimo il ruolo. Ha messo una palla gol bellissima ma ha giocato con grandissima personalità, è il Kiyine che conosco io: deve essere il suo punto di partenza, può migliorare. Quello dell’ultimo periodo non era nessun punto. La strada per gli obiettivi che si è prefissato è quella e non la può cambiare. Kiyine aveva dato tutto sul piano anche nervoso ed è uscito anche per quello. Sono piccoli dettagli all’interno di una grande partita che ha dato segnali belli”.

Assenze

Note stonate. Il rosso a Jallow, le tante assenze ad Ascoli dove mancheranno ben cinque elementi per squalifica: “Grossa ingenuità del ragazzo che ha detto una frase infelice al quarto uomo che ha comportato l’espulsione quando era già uscito dal campo.  L’ingenuità di Lombardi è stata secondo me esageratamente punita, questa di Jallow è da evitare e ci penalizza. Avrebbe giocato perché stava benissimo in settimana e questo episodio lo penalizzerà per una o due partite.  Andremo ad Ascoli senza cinque elementi concettualmente importanti. C’è convinzione di fare bene. Non dobbiamo sentire l’obbligo di fare qualcosa, ma il desiderio. Dobbiamo avere voglia di metterci in discussione e crescere: quello che stiamo seminando quest’anno si raccoglierà l’anno prossimo. Abbiamo recuperato con la Cremonese con voglia e rabbia ed è un segnale. Potremo fare cose migliori e peggiori. Abbiamo ritrovato lo spirito pre lockwodn, dopo tre mesi diventa dura. Aya e Jallow erano dispiaciuti ma erano lì a congratularsi con i compagni”.

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