Mentre il mondo sportivo si prepara a deliberare sulla fattibilità o meno dell’assemblamento atletico più famoso nel globo, le Olimpiadi, la Serie C del calcio italiano è pronta per dare il via ad un piano di organizzazione che non ha precedenti: Il Comitato di crisi Covid-19

Il Comitato di crisi Covid-19 è costituito da professionisti di Lega Pro e consulenti esterni ed opera in collaborazione con PwC TLS, leader internazionale nel campo della consulenza. Questa esperienza è la prima in assoluto nel panorama calstico italiano ed internazionale.

Al fianco delle società

Gli obiettivi che il comitato si è posto sono: fronteggiare l’emergenza economica e sociale legata al Coronavirus, stimare l’impatto economico-organizzativo che avrà sia in ambito calcistico che nella collettività in genere e mitigare i rischi legati a qualsiasi tipo di azione, proporre soluzioni giocando d’anticipo.

Particolare attenzione va alla legislatura nel tentativo di creare norme correttive efficaci che tengano conto anche dei rapporti di lavoro e alla riformulazione del regolamento sportivo 2020/2021 affinché si possano contenere quanto più possibile i costi.

I membri stanno lavorando su diverse ipotesi poiché all’uopo non è ancora possibile essere precisi. I danni economici che si stimano associati alla pandemia, potrebbero essere anche del valore di  alcune decine di milioni di euro, se si dovesse pensare al peggio.

Le conseguenze verrebbero subite da tutti, dai 60 club parte della Lega Pro e dalla platea di oltre tremila persone tra calciatori, dirigenti ed investitori e causado un impatto sociale sul territorio e sulla collettività di gran lunga piu’ preoccupante di quello gia in essere.

Le parole di Ghirelli

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli chiarisce l’obiettivo sul quale i suoi uomini stanno operando: “Se il calcio della Serie C si ferma, non si ferma un’industria ma un movimento con una funzione sociale. Stiamo lavorando a soluzioni di sistema concrete, utili non solo per il mondo del calcio ma soprattutto per il Paese e per le comunità in cui i club si inseriscono. Vogliamo giocare in anticipo ed essere pronti a qualsiasi cosa con soluzioni concrete sia per il calcio che per l’intero paese”

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