napoli juventus

Diventa difficile dedicarsi ad una rubrica amena come il Top e Flop settimanale che riguarda il calcio, quando tutto intorno è un continuo susseguirsi di notizie e ricordi su Kobe Bryant, situazione distraente che impedisce la consegna all’oblio, e al Mito, del grande campione.

Di cose ne sono successe tante, alcune anche dal sapore del dramma sportivo, che poi fa quasi da contraltare con quella che è la realtà della vita, facendoci alla fine capire che non solo questa rubrica è un gioco, ma lo è anche il mondo a cui fa riferimento.

Piccolo Torino

Sotto, allora, e come Flop dei Flop non possiamo che iniziare dal Torino. Come si spiega che una squadra di buon livello quale è quella granata possa andare incontro a prestazioni sconcertanti come quella contro l’Atalanta? Vero che gli orobici in questo momento sono tra le migliori formazioni italiane, ma prendere sette pugni sul grugno non è normale, soprattutto farlo senza accennare ad una minima reazione. E questo non è proprio da “cuore toro”, quel cuore che ha consegnato al Mito, tanto per ricollegarsi a Bryant, un altro Torino, questo sì “Grande”.

Pessima tifoseria

Un Flop collettivo va assegnato alla tifoseria della Lazio, che non si è lasciata scappare l’occasione del derby per la solita esposizione di striscioni beceri e di cattivo gusto nei confronti degli avversari dirimpettai. Naturalmente a quella bianco celeste accomuniamo tutte quelle tifoserie che hanno simili comportamenti, e purtroppo in Italia, a turno, decidono tutte di essere protagoniste in questo senso.

Che Napoli!

A lungo è finito dietro la lavagna, per le prestazioni, la mancanza di risultati, gli atteggiamenti che stavano mortificando un intero ambiente e una tra le tifoserie più passionali della Penisola, ma stavolta al Napoli spetta la palma di protagonista assoluto. Opposti alla Juventus, guidati da un Lorenzo Insigne in spolvero, finalmente equilibrati con un buon Diego Demme davanti alla difesa, gli azzurri di Gennaro Gattuso sfoderano nei confronti dei presuntuosi Campioni d’Italia una prestazione dapprima timida, ma poi via via più convincente, incoraggiata anche dall’atteggiamento indolente degli avversari. Il risultato finale, la vittoria di un match che da quelle parti non è mai normale, che va sempre oltre la mera disfida sportiva, trasforma le lacrime di dolore di una settimana fa in lacrime di gioia, mostrando una volta di più la forza e la passionalità di questo sport.

Botte da orbi

Restando alla Campania, dopo aver stigmatizzato gli incidenti che avevano contrassegnato la scorsa domenica la Basilicata, dove addirittura c’era scappato il morto, anche se fuori dallo stadio, stavolta dobbiamo segnalare incidenti che hanno coinvolto i calciatori direttamente sul campo di gioco.

Capita che in una gara di prima categoria, mica la finale di Champions League, un giocatore passi alle vie di fatto contro un avversario ferendolo in modo serio. Credo che per chi pratica il calcio, soprattutto in maniera dilettantistica, quindi innanzitutto per divertirsi, questa sia la cosa più umiliante, e resta la cosa più mortificante per questo stesso sport, perché ne viola la sacralità del campo, coinvolgendo gli attori che invece dovrebbero esaltarlo.

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