Di fronte a certi fatti incresciosi e assurdi nelle loro dinamiche e motivazioni, ci sorge spontanea una domanda: ma può mai essere che negli anni cupi che stiamo vivendo, con tutto il caos che genera l’incertezza che ci circonda, con una aspettativa di vita sempre più precaria per le tante problematiche che noi stessi ci creiamo, ancora si provocano incidenti, con per fortuna solo feriti, a margine di una partita di calcio? E pure in un match di basso livello, dilettantistico, dove la parola d’ordine dovrebbe essere solo divertimento.

Si resta basiti a vedere e ad ascoltare degli incidenti prima della gara di Eccellenza campana tra Albanova e Afragolese, con feriti, accoltellati e scempiaggini varie. In questo modo muore solo il calcio, quello vero e passionale, della base, quello che dovrebbe iniziare a dare forma ai sogni di bambini che vengono ispirati dai grandi, ma che dal loro campetto di casa devono iniziare; o di quei giovani che in posti difficili hanno magari solo il calcio, quel campetto fuori casa, per passare in modo gioioso e sano il loro tempo libero, imparando quei valori che sempre lo sport insegnerà, ad onta di pochi stupidi che non devono avere diritto di cittadinanza.

Non è un Flop né un  Top, questo, perché quello, come già scritto altre volte, è un gioco, ma purtroppo anche il nostro mondo gioioso è inquinato da chi non ha di meglio da fare.

Bisogna essere duri e drastici in questi frangenti, perché non si può permettere a poche mele marce di rovinare un rigoglioso raccolto in essere.

Cagliari da esempio

Bisogna essere duri, drastici ed esemplari come il Cagliari che, tramite il suo presidente, Tommaso Giulini, ha espulso a vita dallo stadio tre persone che non possiamo certo definire tifosi, perché ha evidentemente capito di dover sì gestire un’azienda come ormai sono le squadre di calcio professionistiche, ma deve essere fatto nel rispetto dei valori dello sport e di tutte le brave persone che alla partita vogliono solo divertirsi spensieratamente.

Maturità Vlahovic

Tornando al calcio giocato, ci ha colpito e ci piace mettere tra i Top quanto detto da Dusan Vlahovic. Il ragazzo, appena ventenne, protagonista di questo scorcio di stagione, è stato mattatore domenica scorsa a Genova quando ha contribuito, insieme al sodale Federico Chiesa, a far vincere la sua Fiorentina. Ebbene, il nostro ha avuto una esultanza che ha inviperito i tifosi doriani, ma ha avuto anche l’intelligenza e il garbo di venirla a spiegare, che non era offensiva verso di loro, ma solo l’imitazione dell’esultanza di Memphis Depay, oggi attaccante del Lione, tra l’altro prossimo avversario della Juventus in Champions.

Niente di male, quindi, ma solo l’esternazione particolare della gioia da parte di un ragazzone che promette di essere un campione nel prossimo futuro.

Gervinho figliol prodigo

Tra i Top citiamo anche Gervinho, l’altra volta dietro la lavagna, ma ora ritornato da buon figliol prodigo all’ovile parmense e autore subito del gol che vale la vittoria in casa del Sassuolo (a proposito, forse ridimensionato nella sua corsa) e lancia i ducali in zona Europa.

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