Lo sport al tempo del contagio: passerà alla storia futura con questa etichetta il delicato e incerto momento che sta vivendo il nostro Paese, attività ludiche comprese.

Esagerazione o meno della paura da contagio, ormai le nostre routine sono stravolte e, quando tutto ritornerà alla normalità, sarà una normalità diversa, con la consapevolezza di questo nuovo pericolo, di paure che finora sembravano relegate alla fiction, al cinema, ma che scopriamo estremamente reali e letali, e di fronte a cui ci scopriamo quasi inermi.

Questo stato di cose, invece che chiamare tutti a raccolta uniti per superare le difficoltà, evidenzia una volta di più le tante meschinerie e pusillanimità che circondano il calcio.

Lega flop

Riprendendo, anche per alleggerire il momento, il nostro giochetto di Top e Flop, tra i secondi ci mettiamo la solita Lega Calcio, i cui componenti, i presidenti delle società, ancora una volta hanno dato prova di sé, incapaci di decidere una propria linea comune nemmeno in una situazione straordinaria come questa, con i Soliti Noti a tirare a destra e a sinistra per il proprio tornaconto.

Possibile che non si riesca a trovare una figura guida e seguirne le indicazioni senza volere a tutti i costi trarre profitto? Che fine fanno il buon senso e l’interesse comune? Mistero italiano.

La doppietta di Sarr

Per venire a cose che più riguardano il campo, che è quello che ci piace di più, ci rivolgiamo allora all’estero, dove si sta continuando a giocare senza particolari problemi. Al Top finisce di diritto Ismaila Sarr, attaccante senegalese del Watford che ha confezionato una doppietta per il primo dispiacere stagionale al Liverpool in campionato, punteggio poi arrotondato da Troy Deeney per il clamoroso tonfo dei Reds.

Sintomatico del momento della squadra di Jurgen Klopp, alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare, comprendendo quella con l’Atletico Madrid in Champions e l’ultima con il Chelsea in FA Cup (due a zero).

44, ma non sono gatti

Un evidente segnale di stanchezza dei campioni d’Europa e del mondo, ma proprio in questo momento difficile mettiamo al Top lo stesso Liverpool, perché avere circa venti punti di vantaggio sulla seconda e avere mantenuto una imbattibilità di quarantaquattro partite in campionato rappresenta un’impresa che non può essere taciuta.

Bayern contro i propri tifosi

Pollice su per la dirigenza del Bayern Monaco: emblematica la presa di posizione di Karl Heinz Rummenigge e sodali contro i propri tifosi, operazione chissà perché impossibile in Italia, dove esistono invece connivenze nemmeno velate che intorbidano, alla fine, la parte sana della tifoseria.

Capita che durante la gara di campionato contro l’Hoffenheim gli stessi tifosi bavaresi espongano striscioni offensivi contro Dietmar Hopp, patron del club, la cui sola colpa è quella di essere ricchissimo e di avere sposato la causa calcistica della piccola città di Sinsheim, fino a farla giocare alla pari con i club metropolitani.

I tifosi muovono dal presupposto che questa sarebbe stata una operazione commerciale, risultando loro inviso il fatto che i loro club ricchi di storia debbano affrontare, e spesso essere battuti, da un club di paese.

Cosa ci sia di male in questo, che rappresenta il cuore del calcio, sfugge alla mia comprensione, probabilmente perché non sono tedesco, potrei essere d’accordo sullo svilimento del calcio commercializzato, ma il romanticismo si scontra con la realtà, e sappiamo bene che “pecunia non oletTrovarne anche da noi di presidenti ricchi ancora vogliosi di investire nel nostro calcio…

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