Fermo il grande calcio di Serie A e B per gli impegni delle nazionali, non si è fermata l’attività, che ha visto alla ribalta proprio i prosceni internazionali e nazionali cosiddetti minori.

Linea… verde

Giocando sempre con i Top e Flop che ci propone il week end calcistico, nell’affollato gruppo dei secondi credo che il gradino più alto del podio spetti di diritto alla FIGC e alla maglia verde che ha messo addosso ai nostri ragazzi nel match contro la Grecia.

Intendiamoci, il completo per la verità sarebbe anche bello, e non è la prima volta che capita di vedere un colore diverso dal solito, dal lugubre, per il tempo, nero mussoliniano all’unico verde presentato in amichevole (il 5 dicembre 1954, a Roma contro l’Argentina, vittoria per due a zero con reti di Firmani e Galli), passando per il bianco, che è almeno il colore primigenio prima di virare sull’azzurro Savoia.

Al di là delle spiegazioni di facciata, l’omaggiare la linea verde scelta dal CT Roberto Mancini, non possiamo non pensare all’ennesima operazione di marketing che ha ormai contaminato già i club, ma la Nazionale è un sentimento che non si baratta con nulla, e l’azzurro è il colore che ci fa palpitare.

Altro che Balotelli

A proposito di linea verde, tra i Flop annoveriamo anche Moise Kean. Il ragazzo ha grandi potenzialità, ma deve maturare ancora molto caratterialmente, non puoi entrare in campo contro l’Eire, cadere nelle provocazioni e farti espellere dopo soli diciotto minuti di gioco.

Nel dolore e nella malattia

Tra i Top annoveriamo Luca Vialli: come già Sinisa Mihajlovic, questi campioni testimoniano come nessuno è immune dai mali della realtà di tutti i giorni e al tempo stesso mostrano il coraggio della loro battaglia per la vita.

Che cittì

Tra i Top va citato Roberto Mancini: presa una Nazionale distrutta dalla mancata qualificazione a Russia 2018, il CT ha saputo pazientemente ricostruire l’ambiente fino a raggiungere questa meritata qualificazione anticipata a Euro 2020, un ritorno nella élite, in attesa di riprenderci la top class.

Inoltre, non può essere sottaciuta la dedica della vittoria e qualificazione ai bimbi malati, che fanno aggiungere un ulteriore encomio a quanto già detto.

La nazionale Made in Naples

Ritornando ai Flop, qui ci mandiamo Aurelio de Laurentiis: come è possibile che l’Italia schieri ben quattro i giocatori nati a Napoli e dintorni, ma con solo uno prodotto dal vivaio partenopeo (Insigne)?

Mistero, legato alle tante promesse fatte e mai mantenute sulla ormai fantomatica “scugnizzeria”.

Calciatori o militari?

Non è un mistero l’ultimissimo posto tra i Flop riservato alla nazionale turca. Lo sport, il calcio, non dovrebbe essere mai politicizzato, dare appoggio da parte dei giocatori turchi a quanto sta facendo il loro presidente Erdogan in Siria lascia letteralmente senza parole. E si commenta da sé.

Potrebbe interessarti

6ª giornata Serie A: all’inseguimento dell’Inter

Senza un attimo di respiro, ancora non si è fermato il pallone dell’ultima gara della quin…