Tisci

Il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci è intervenuto a TST Web Magazine per fare chiarezza sulla riapertura delle scuole calcio.

Tanti i punti trattati e che stanno facendo tentennare moltissime società alle prese con il dilemma “riapertura sì, riapertura no”. Da domani, secondo il DPCM i centri sportivi possono riaprire, ma in tanti hanno già deciso di tenere i cancelli chiusi per non gravarsi di responsabilità che un’ASD o SSD non può permettersi.

Parla il presidente

“Ho chiesto di fare un protocollo per le scuole calcio con tutte le linee guida del caso. Si può fare allenamento individuale con quattro o cinque atleti per gruppo. Si può fare attività motoria. Non si può usare il pallone, non si può fare la doccia. Il genitore deve autocertificare che il figlio ha avuto o meno il Covid-19. Non si possono fare assembramenti e bisogna usare i dispositivi di sicurezza, come guanti e mascherine. Bisogna misurare la temperatura e deve essere presente un medico sul campo”. 

Protocollo

“Magari fra un mese le cose cambieranno, ma ad oggi non si può usare il pallone e non si può fare lapartitina. -Tuona il presidente Tisci, come a dire che fretta c’è di fare un protocollo calcistico senza alcuna base calcistica – Lunedì sarà pubblicato un protocollo sul nostro sito per gli allenamenti individuali. C’è stata un po’ di confusione perché gli Enti di Promozione Sportiva fanno il loro protocollo. E ci sono già quelli delle altre federazioni che creano un po’ di confusione”.

Responsabilità e rischi

Al presidente Tisci viene chiesto anche un chiarimento rispetto alla copertura assicurativa degli atleti in caso di ripresa, visto che le attività sono ufficialmente sospese fino al 14 giugno: “Una società che non rispetta le linee guida va incontro a responsabilità civili e penali. Da stabilire se sarà il medico sociale o il presidente, ma è chiaro che il presidente è sempre il primo indicato tutte le responsabilità in una ASD. Al momento la FIGC non può fare dei controlli, ma è ovvio che se riceviamo segnalazioni provvederemo a renderlo noto alla Procura Federale. È un nostro dovere”.

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