Con le Olimpiadi rimandate di un anno, lo sport si è definitivamente fermato ed ora resta da risolvere la grossa grana degli stipendi nel mondo del calcio con la Bundesliga che ha deciso di abbassarsi gli ingaggi e con la Francia che può applicare direttamente un provvedimento d’emergenza del governo di Parigi.

ITALIA – In Italia la situazione è ancora in stand-by con il Presidente della FIC Gravina che tra oggi e domani parlerà anche con i club e i giocatori. I presidenti stanno vagliano la situazione: “Non ti alleni e la domenica non giochi? Noi non ti paghiamo”. È su questo filo che molti presidenti dei club italiani stanno pensando il taglio degli stipendi, oppure si pensa ad un taglio degli ingaggi in base a quanto percepisce ogni giocatore fino ad arrivare ad un tetto massimo mari al 30%. Nel primo caso entrerebbe in scena il Governo, stile Francia che vedremo tra poco, nel secondo caso si dovrà trovare un accordo tra la Lega e le parti in causa.

GERMANIA – Se nel Bel Paese la strada per una soluzione è ancora in fase di stallo in Bundesliga la situazione è decisamente diversa. Tutto ha origine dal Moenchengladbach dove i giocatori hanno deciso di abbassarsi lo stipendi del 20%. Questa notizia è arrivata anche alle orecchie dei giocatori dei grandi club tedeschi con in testa Bayern Monaco e Dortumund. I giocatori del sottomarino giallo stanno pensando di abbassarsi lo stipendio del 10% se il campionato dovesse ripartire a porte chiuse e de 20% se salterebbe definitivamente.  La proposta del taglio degli ingaggi è stata accettata anche dagli altri club come Schalke, Mainz e Werder Brema. Accordo quasi fatto anche al Bayer Leverkusen.
Intanto il campionato che doveva ripartire il 2 Aprile è stata spostata al 30 Aprile, ma sicuramente ci sarà un ulteriormente slittamento.

FRANCIA – In Francia si può applicare direttamente un provvedimento d’emergenza del governo di Parigi, che prevede che lo stato paga fino a 4,5 volte lo stipendio minimo legale (1.210 euro netti al mese), il resto dell’ingaggio spetta al datore di lavoro, in questo caso il club di calcio, ma solo fino al 70 per cento lordo. Hanno già aderito Montpellieri, Lione, Nimes e Amiens.

SPAGNA – La situazione in Spagna è diversa. Nei giorni scorsi avevamo scritto dell’accordo trovato tra il Presidente blaugrana e i giocatori, ma ad oggi è tutto tramontato. Infatti, tutti i capitani della polisportiva Barcellona dopo essersi riuniti hanno rifiutato l’accordo sulla proposta restrittiva del club chiedendo altro tempo per avanzare una controproposta al Presidente Batomeu.

ALTRI PAESEI – In Premiar l’argomento non viene trattato, mentre nella vicina Scozia il governo si impegnerà a pagare l’80% degli stipendi di chi non può lavorare ma fino a 2.500 sterline al mese.

 

CALCIO FEMMINILE  – Da qualche ora si apprende che due club spagnoli lo Sporting Huelva e il Tenerife hanno deciso di sospendere tutti i contratti economici usando il procedimento ERTE (espediente de regulacion temporal).

Questo procedimento, approvato dal governo spagnolo lo scorso 17 Marzo, prevede che i datori di lavoro possono sospendere il contratto ai lavoratori o ridugli la giornata di lavoro per motivazioni economiche, tecniche, organizzative, di produzione oppure per causa di forza maggiore.

Per attivare questa procedura i due club hanno dovuto avviare una procedura specifica dove dichiaravano che a causa del Corona Virus (Codiv-199 hanno perso liquidità. Questa procedura deve essere comunicata alle giocatrici e ai sindacati di categoria e alle autorità competenti che a loro volta decideranno se approvare o respingere la richiesta.

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