Il neo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Alfredo Trentalange aveva aperto alla possibilità di vedere gli arbitri italiani in attività ospiti nei programmi televisivi, argomento fino ad ora tabù tra i vertici nazionali.

L’arbitro Orsato a “90° Minuto”

Ad inaugurare questa svolta storica è stato Daniele Orsato, che ha diretto l’ultima finale di Champions League tra Psg e Bayern Monaco ed è stato recentemente eletto dall’IFFHS miglior arbitro al mondo del 2020. Intervistato all’interno del programma Rai “90° Minuto”, il fischietto di Schio ha svariato tra tanti temi, tra cui gli arbitri donna e il Var.

L’intervista

Da noi si fischia di più rispetto agli standard europei?
“Bisognerebbe controllare i numeri. Sinceramente io non cambio il mio modo di arbitrare tra Serie A e Champions, non ci trovo questa grande differenza”.

Quando crede di aver sbagliato, come si sente?
“Di certo non c’è felicità, si va a vedere subito il motivo per cui si è sbagliato. Proviamo a lavorare sull’errore e non ripeterlo: siamo i primi ad essere molto critici sul nostro operato. Guardiamo più l’errore che la cosa positiva”.

Su Inter-Juventus di tre anni fa e il mancato secondo giallo a Pjanic cosa dice?
“Non serve andare a rivederlo dopo tre anni, sicuramente è un errore. La vicinanza dell’azione non mi ha fatto vedere quanto mostrato dalla tv: per me è stato un contrasto fisico al volo, il VAR non poteva intervenire”.

Il VAR vi solleva da qualche fischio?
“Beato il VAR, perché ci aiuta sempre di più. Quando scendiamo in campo, vi assicuro, non pensiamo di avere quello: continuiamo a decidere, e se sbagliamo avremo quel salvataggio”.

Qualcosa da correggere nel protocollo?
“Non vedo punti scoperti, se ci sarà da modificarlo lo faremo sicuramente per il bene del calcio”.

Preferibile dare confidenza o meno?
“Vi posso assicurare che negli ultimi anni il rapporto tra arbitri e giocatori, o allenatori, è migliorato tantissimo e ne siamo contenti. Ovvio che si possa fare sempre meglio, ma il dialogo deve sempre esserci”.

Che le ha detto Ronaldo con la Roma?
“Che la palla era entrata, ma io ho risposto che non era così perché l’orologio non aveva suonato. Lui voleva solo sapere come funzionasse il meccanismo, tutto qua”.

Ci saranno più arbitri donne?
“Ci sono sempre più donne al livello degli uomini, e un esempio è la Frappart. Anche in Italia ci arriveremo: il gap fisico ormai è ai minimi termini, e penso non dovremo aspettare molto”.

Come vi porrete coi giovani?
“Sicuramente il presidente dovrà avviare nuove strade per il reclutamento, e le idee nuove come arbitri che nel mentre giocano possono essere buone. A un giovane arbitro oggi direi che si può arrivare a delle soddisfazioni nel calcio seppure non si sia grandi calciatori”.

Sarà superato il limite d’età?
“Ci sono delle regole e vanno rispettate, così come faremo se le cambieremo. A 45 anni io mi sento bene, e così gli altri, ma oggi le regole sono queste”.

Serve una scuola del VAR?
“È allo studio il VAR in Serie B, e creare una scuola specifica aumenterebbe la competenza. Ieri in Parma-Spezia bravissimo a segnalarmi subito una cosa che l’assistente non avrebbe mai visto”.

Semplice arbitrare Parma-Spezia?
“Di partite semplici in Serie A non ne esistono…”.

Com’è arbitrare senza pubblico?
“Molto più difficile. Come manca ai giocatori, il pubblico manca pure a noi: ci ho arbitrato una finale di Champions senza, e credetemi che è davvero difficile. Speriamo di tornare alla normalità”.

Diffonderete gli audio dal VAR?
“Non abbiamo nulla da nascondere, se le autorità decideranno questo non ci sarà problema”.

Sono due anni e mezzo che non arbitra l’Inter. Spera di rifarlo?
“Chiedete al designatore, è lui che mi manda”.

D’accordo con una sinergia con le panchine per chiamare il VAR?
“Quando vengono introdotte novità che possano aiutare tutti, siamo d’accordo. Noi saremo sempre dalla parte del giusto, ma ci sarà chi deciderà. Comunque sì, può essere un’idea”.

Ci dà aggiornamenti sulla sala VAR unica?
“Ne abbiamo bisogno. Col VAR stiamo migliorando tutti, arbitri e calciatori”.

Finale di Champions la partita più emozionante?
“Sarà indimenticabile”.

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