“Super league cinese verso il game over”

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Nella terra del dragone il progetto di un super calcio non sembra essere più economicamente sostenibile.
Il piano della Repubblica cinese, nato circa dieci anni fa, per creare da zero un forte business intorno al calcio e portare la Super League al top di tutti i campionati, sembra stia venendo meno. Il governo cinese ha espresso la sua contrarietà alle spese irrazionali che ad oggi sono state sostenute dai club cinesi per accaparrarsi, in alcuni casi, anche se un po’ attempati, atleti di fama internazionale. La volontà degli organi centrali è quella di bloccare gli investimenti considerati poco sicuri, ovvero imprudenti, sia in ambito sportivo sia nell’intrattenimento in generale. A breve la Sasac, agenzia cinese che amministra 102 gruppi che dipendono dal governo centrale, compilerà un elenco dei settori in cui gli investimenti all’estero saranno vietati o posti sotto stretta supervisione.
Una controsterzata del business sportivo made in Cina, dovuto probabilmente al fatto che l’economia del dragone attualmente sta vivendo un vero e proprio dramma economico. Per avere un termine di paragone, secondo quanto riportato dagli analisti, di dimensioni maggiori rispetto a quello che si è verificato in Grecia. Purtroppo si pensa che questo trend potrebbe arrecare notevoli disagi, non solo all’economia interna del Paese ma anche all’economia di molte aziende occidentali ed infatti, tra queste sembrerebbe rientrare l’AC Milan. Nelle ultime settimane, il patron Silvio Berlusconi, ha manifestato un certo malumore per il mancato arrivo della terza caparra da parte degli investitori cinesi, addirittura sembrerebbe anche pronto ad abbandonare la trattativa.
Insomma, i tempi per i professionisti del mondo dello sport che pensavano di trascorrere ore liete in terra cinese, stanno diventando davvero molto duri: la Borsa di Shanghai sta andando incontro ad un crollo che sembra essere difficilmente inarrestabile.
In questo quadro economico poco rassicurante, venendo meno l’appeal dello yuan,chissà se questi professionisti avranno ancora voglia di partecipare al progetto di crescita del calcio cinese, ma soprattutto bisognerà vedere se, in seguito al previsto aumento delle tasse e al ridimensionamento del potere d’acquisto della moneta, avranno ancora voglia di restare in terra cinese.

FRANCESCO SIANO

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