L’Inghilterra riapre il calcio ai tifosi. Questo è cio che si evince dal Parlamento Inglese, che nel terzo step dei quattro previsti dai piani governativi viene incluso, per il 17 Maggio, la riapertura degli stadi fino a 10 mila spettatori o al 25 % delle capienze della struttura, variando quindi in base alle dimensioni degli impianti. Calcolando che la Premier finisce il 23 Maggio, ci sarebbe l’opportunità di vedere per l’ultima giornata i tifosi allo stadio, lanciando un messaggio positivo a tutto il mondo e sopratutto a tutti gli appassionati di questo meraviglioso Sport.

Ma mentre l’Inghilterra riapre, L’Italia come si muove?

Era esattamente 1 anno fa, 1 Marzo 2020, che assistevamo all’ultima partita con tifosi allo stadio, Cagliari-Roma, finita 3-4 per i giallorossi. Da Allora, prima lo stop del campionato, e poi la ripresa, a porte chiuse. Venendo ad oggi, il 5 Febbraio 2021 c’era stato un incontro tra i vertici del calcio ed il comitato tecnico scientifico per varare l’effettiva possibilità di aprire parzialmente gli stadi (1000 tifosi). Ma la nuova crescita dei contagi e la mancanza di vaccini rendono vane tutte le ipotesi varate e studiate. Intanto qualcosa per smuovere le acque lo ha proposto l’Udinese ieri, con una tecnologia molto innovativa, vediamola nel dettaglio

La tecnologia Anti-Covid proposta dall’Udinese

In occasione della partita di ieri, Udinese-Fiorentina terminata 1-0 per i friulani, i 350 addetti ai lavori presenti sugli spalti della Dacia Arena, sono stati dotati di un dispositivo che segnala con una vibrazione, a chi lo indossa e agli steward, il mancato rispetto del distanziamento sociale permettendo anche il tracciamento dei contatti all’interno dello stadio, nel pieno rispetto della privacy. Questo l’esperimento proposto dall’Udinese, per il progetto chiamato RE-START. Il risultato ieri ha dato i frutti sperati.

Le parole del vicepresidente dell’Udinese Stefano Campoccia

L’innovazione tecnologica applicata al calcio è nel dna dell’Udinese. Qui da Udine, infatti, sono sempre partite sperimentazioni rivoluzionarie, come quelle della Goal Line Technology, propedeutica, poi, al Var e del riconoscimento facciale testato in ocassione della finale degli Europei under 21 del 2019. Grazie alla grande visione di Gianpaolo Pozzo, Udine è sempre stata trampolino di lancio di innovazioni. Adesso, nell’ottica di una riapertura in totale sicurezza degli stadi che il mondo del calcio professionistico auspica il prima possibile, la Dacia Arena intende, con forza, confermare la propria ambizione a divenire il punto di riferimento, a livello nazionale e internazionale, per la sperimentazione e lo sviluppo di strumenti innovativi utili ad una riapertura al pubblico nel prossimo futuro”.

Queste le parole del vicepresidente Campoccia. Speriamo davvero che questo possa essere il trampolino di lancia per la riapertura, anche parziale, dei tifosi allo stadio. Il calcio al tempo del COVID è totalmente cambiato ma abbiamo bisogno di poter tornare al più presto alla normalità e l’innovazione tecnologica insieme ad una società, per l’occasione l’Udinese, che sperimenti questi progetti sono di fondamentale importanza. Pensiamo ai Derby senza tifosi, che pur avendo il loro fascino perdono quell’atmosfera che solo il calore della gente può risanare. O pensiamo a come i tifosi del Napoli avrebbero potuto omaggiare Maradona dopo la sua morte, nello stadio ora intitolato a lui, con il cuore e l’anima che solo il popolo napoletano sa riversare a pieno.

 

 

 

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