Finale inedita per il primo Mondiale africano nella storia del calcio. La giocheranno due squadre che il titolo non l’hanno mai vinto, Olanda e Spagna. Contro la Germania che aveva rifilato quattro gol all’Inghilterra ed altrettanti all’Argentina di Messi, gli spagnoli ripetono il risultato di due anni fa a Vienna e portano via una vittoria ed una qualificazione meritate, frutto di una superiorità nella manovra a tratti schiacciante. Cambia soltanto l’eroe di giornata: stavolta non è Torres, il bomber dalle polveri bagnate che Del Bosque lascia in panchina preferendogli il giovane e sgusciante Pedro; ma il capitano del Barcellona Carles Puyol, simbolo irriducibile di un club e adesso anche di una Nazionale che non mollano mai.

Formazioni iniziali con una grande sorpresa in casa spagnola: Del Bosque schiera infatti il giovane attaccante blaugrana Pedro al posto del finora deludente Fernando Torres. Loew si affida invece a Trochowski per tentare di sostituire il già citato Mueller, squalificato per colpa dell’ammonizione subita nel match contro l’Argentina. Sin dalle prima battute è chiaro che la Germania non avrà vita facile come nei due precedenti incontri: gli iberici si difendono infatti in maniera quasi impeccabile, addormentando la partita con la loro fitta ragnatela di passaggi, che impedisce agli avversari di cercare il vantaggio per poi affidarsi alle proprie micidiali ripartenze come nelle altre partite.

Nei primi quarantacinque minuti le uniche grandi occasioni capitano la prima sui piedi del bomber Villa, fermato da Neuer in uscita, la seconda sulla testa di Puyol, che fa le prove generali di quello che sarà poi il gol decisivo dell’incontro. Nel finale i tedeschi provano ad uscire dal guscio, impegnando Casillas con un velenoso tiro da fuori di Trochowski e reclamando nei minuti di recupero per un rigore dopo un contatto tra Sergio Ramos ed un evanescente Ozil, non giudicato però passibile di penaly dal direttore di gara ungherese Kassai.

Nella ripresa nettamente meglio la Spagna, vicinissima al gol prima con Pedro, neutralizzato ancora dall’estremo difensore tedesco e poi ancora con Villa, che manca di un soffio la deviazione su un insidiosissimo tiro cross di Iniesta, uno dei migliori in campo dei suoi. Loew prova le carte Jansen e Kross, ma l’inerzia dell’incontro non cambia e al minuto settantatrè Puyol svetta più in alto di tutti su corner dalla sinistra di Xavi portando in vantaggio i suoi. La Germania fatica a reagire e ha una sola grande chance per il pari, fallita però clamorosamente dal nuovo entrato Kroos, che da ottima posizione spara in bocca a Casillas.

Sono invece gli spagnoli ad andare per due volte vicini al raddoppio, ma Pedro e il subentrato Torres in contropiede gettano due ghiotte occasioni per chiudere anticipatamente l’incontro. Le Furie Rosse portano comunque a casa la sfida, conquistando forse la prima vittoria veramente convincente dall’inizio di questo Mondiale, che vale come già detto la prima storica finale nella Coppa del Mondo per gli iberici. Domenica la sfida con l’Olanda, che designerà l’ottava squadra destinata ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro nella massima competizione calcistica mondiale dopo Brasile, Italia, Germania, Argentina, Uruguay, Francia e Inghilterra.

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