Spagna campione del mondo in Sud Africa. Due anni dopo aver conquistato il titolo europeo. Mai prima d’ora le “furie rosse” avevano vinto il titolo mondiale. Nemmeno in casa, nel 1982, quando se lo aggiudicò l’Italia, che battè la Germania per 3-1. Dio, com’è bella la prima volta!

Comincia meglio la Spagna, che al 5° conclude un’ottima azione con un colpo di testa di Sergio Ramos, ma il portiere olandese Stekelenburg respinge con bravura. Gli spagnoli nei primi minuti sembrano, comunque, più aggressivi, ma gli olandesi cercano di difendersi ordinatamente. Al 20° il risultato è ancora sullo 0 a 0. L’Olanda tenta qualche sortita in attacco, ma il pallone è quasi sempre sui piedi degli spagnoli. Partita anche molto fallosa, 5 gli ammoniti nelle due squadre dopo la prima frazione. De Jong scampa a stento l’espulsione per un intervento pericolosissimo su Xavi Alonso. Finisce 0 a 0 il primo tempo di Spagna-Olanda, con un’occasione di Robben a fine tempo. 45 minuti segnati dalla paura di perdere.

Spagna-Olanda non si sblocca neppure all’inizio del secondo tempo. Le squadre sono più allungate, ma i falli continuano. Decisamente più duri gli olandesi, che cercano di non far giocare i palleggiatori di Del Bosque. La chiave della partita sembra ormai essere tutta qui. L’allenatore spagnolo toglie Pedro e manda in campo Jesus Navas. Fernando Torres, intanto, comincia a scaldarsi. Al 61° l’Olanda potrebbe passare in vantaggio. Robben si presenta solo davanti a Casillas: è quasi un rigore in movimento, ma il portiere spagnolo riesce a deviare in angolo con un piede. Replicano le furie rosse poco dopo: non è ancora scoccato il 70°, quando il nuovo entrato Navas, dà un’ottima palla a David Villa, ma Stekelenburg gli chiude lo specchio della porta: è la migliore palla gol avuta dalla Spagna. All’82° Robben si presenta di nuovo da solo davanti al portiere spagnolo, ma Casillas riesce per la seconda volta a fermarlo. La finalissima dei mondiali 2010 si decide ai supplementari, dopo 90 minuti brutti e noiosi.

Primo supplementare a favore della Spagna, ma quando si arriva al 105° minuto nessuno ha ancora segnato un gol. L’arbitro Webb nega un calcio di rigore agli spagnoli, che però ci mettono anche del lor, sprecando con Fabregas due nitide occasioni gol. Nel secondo supplementare, espulso per doppia ammonizione Heitinga, Olanda in 10. A pochissimi minuti dalla fine la Spagna riesce a incoronare il pronostico che la dava favorita. L’uomo decisivo degli spagnoli è Iniesta. Van Bommel scala centrale, ma non riesce a fermare Iniesta, che lanciato da Fabregas, segna il gol che vale una carriera. Proteste a non finire degli oranje (lamentano la mancata concessione di un corner pochi istanti prima, sugli sviluppi di una punizione di Sneijder), mentre il “manchego” festeggia la sua prodezza. Quella che regala alla Spagna il suo primo titolo mondiale.

Quattro anni fa il cielo era azzurro su Berlino, ora il cielo del Sud Africa si tinge di rosso fuoco. Bel mondiale, nulla da dire. Organizzazione perfetta, stadi bellissimi, campi di gioco in perfette condizioni e nessun episodio di violenza. L’Africa dà una bella lezione al mondo.

Enzo Santoro

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