La diciannovesima giornata del torneo di serie A segna anche l’ultima del girone di andata e si apre con il solito, corposo, tris di partite di anticipo.

Ibra is back

Il primo ha visto il Cagliari, in calando ma che ha avuto molto da questa prima parte di stagione, affrontare il Milan, una delle due, insieme al Napoli, che invece ha raccolto meno, tra le squadre designate a lottare per il vertice della classifica.

La partita ha visto scorrere un primo tempo equilibrato, con poche occasioni e poche emozioni, ma si è accesa nella ripresa. Stefano Pioli ha disegnato un nuovo Milan su misura soprattutto per il nuovo – vecchio attaccante che ha potuto schierare, Zlatan Ibrahimovic.

Si è capito che questi è stato preso a dispetto della carta d’identità per la grande personalità che può trasmettere anche ai compagni, e si è visto nel secondo tempo di questa partita.

Ma non solo: lo svedese vuole anche dimostrare di poter dire ancora la sua in termini di realizzazione, e allora eccolo segnare una rete delle sue in anticipo sul difensore.  

Questa rete è andata a raddoppiare quella di inizio ripresa segnata da Rafael Leao per un due a zero finale che regala un pizzico di tranquillità ad una piazza notevolmente depressa, ma dà anche la sensazione che per i rosso neri può essere un nuovo inizio, foriero di un girone di ritorno che sperano, loro, migliore dell’andata, anche se non ci vuole molto sforzo.

Per gli isolani la quarta sconfitta di fila che ne ridimensiona un po’ i sogni di gloria, anche se restano momentaneamente saldamente in zona Europa.

Decima sinfonia per la Lazio

Nel secondo anticipo scende in campo il Napoli contro la Lazio, i partenopei fanno un’ottima gara contro i lanciati avversari, ma la prestazione non è suffragata dal risultato. Quando una stagione nasce storta poi diventa difficile raddrizzarla, certo in questo momento non aiuta la fortuna, alla quale sembrano aver fatto l’abbinamento proprio gli avversari odierni, che ancora una volta trovano nel finale il gol vittoria su clamoroso errore di David Ospina che favorisce il tiro di Ciro Immobile deviato in porta da Giovanni Di Lorenzo, per la decima vittoria consecutiva laziale.

Che Dea. Inter fermata

Ultima a scendere in campo la capolista Inter contro l’Atalanta, in un match che prometteva scintille per l’ottimo momento dei bergamaschi, oltre che per il loro gioco brillante. E scintille sono state da subito, tra le squadre con la miglior difesa, l’Inter, e quella con il miglior attacco, l’Atalanta, ma ad andare subito in vantaggio è la prima, grazie ad una partenza tambureggiante e all’azione della premiata ditta Romelu Lukaku – Lautaro Martinez, con rete del secondo. Il primo tempo scorre sul filo dell’equilibrio, dell’intensità, degli scontri fisici che mai mancano quando giocano queste due squadre, ma l’esiguo vantaggio interno non cambia.

Nella ripresa i temi non cambiano, i ritmi restano molto alti, l’Atalanta trova il meritato pareggio con Robin Gosens e rischia addirittura di vincere quando ha l’occasione di un calcio di rigore a tre minuti dalla fine, ma Luis Muriel si fa ipnotizzare da Samir Handanovic, che sigilla il pareggio.

La divisione della posta sancisce la maturità ad alto livello dell’Atalanta, per l’Inter una mezza battuta d’arresto che ci può stare contro un avversario all’altezza, e ora farà il tifo per la Roma per chiudere, magari, da campione d’inverno.

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