I turni infrasettimanali, come questo primo stagionale appena conclusosi che ha determinato la quinta giornata di Serie A, propongono dei temi complessi, innanzitutto di tenuta atletico psicologica che, se superati in maniera positiva, possono dare una svolta favorevole al cammino intrapreso.

In generale, questo tipo di situazione finisce per favorire soprattutto le squadre impegnate nelle coppe internazionali, perciò abituate al ritmo, anche se, a mio avviso, giocare tre gare in sette – otto giorni della stessa competizione comporta uno stress notevole e diverso.

A dimostrazione di ciò, di come l’intensità degli eventi consigli maggiore prudenza, basta calcolare il numero di reti realizzate in questa giornata, praticamente dimezzato rispetto a quanto fatto in ciascuna delle precedenti, segno di prudenza, ma anche di inizio di gestione di energia.

Gestione che, infine, si può fare con il turn over, amato e odiato un po’ da tutti, ma diventato imprescindibile nel calcio moderno e, chiaramente, non alla portata di tutti, sia per capacità, sia per organico.

Poverissimo nerazzurro

Sia come sia, era attesa al varco l’Inter che affrontava la Lazio, impegno non facile per la capolista a più o meno una settimana di distanza dall’incrocio di Champions con il Barcellona e a dieci giorni da quello con la Juventus.

I nerazzurri soffrono molto, devono ringraziare la grande serata di Handanovic, l’infelice mira degli avanti laziali, Correa su tutti, un sassolino di troppo di Inzaghi nei confronti di Immobile, ma alla fine per portare a casa la quinta vittoria consecutiva e mantenere il primato basta il colpo di testa di D’Ambrosio.

Non sarà scintillante, questa squadra, ma ha sicuramente recepito la determinazione di Conte, la sua voglia di vincere, la sua concentrazione.

Juventus a ridosso

Più distratta, forse più spensierata rispetto al passato, per ora altrettanto spietata la Juventus che, per la seconda volta, fa illudere il suo avversario, il Brescia, grazie ad un gol di Donnarumma, salvo poi ribaltarlo con un’autorete di Chancellor e un gol di Pjanic.

Sotto i riflettori questo match anche per l’esordio di Balotelli, coinciso con l’assenza di Cristiano Ronaldo, il primo ha dimostrato che, con la testa giusta, può ancora essere un calciatore, la mancanza del secondo ha permesso a Sarri di sperimentare il trequartista, soluzione tra le tante che può proporre questa squadra, attesa ad un’eventuale verifica con il suo campionissimo in campo.

L’altra nerazzurra

Molto bene anche l’Atalanta, la squadra di Gasperini sembrava in difficoltà dopo la sconfitta di Coppa, ma il sofferto pareggio con la Fiorentina ha ridato subito fiducia al gruppo, che è andato ad espugnare con pieno merito il campo della Roma, vestendosi anche di cinismo, quello che è mancato ai giallorossi troppo spreconi nel primo tempo per resistere, poi, alle spallate del subentrante Zapata e di Castagne nel finale e salire al terzo posto.

Passo falso Napoli

A proposito di spreconi, occorrerebbe aprire un capitolo a parte per il Napoli, capace di perdere contro il Cagliari una partita quasi vinta più di una volta, ma alla fine persa per un colpo di testa di Castro allo spirare del match.

L’andamento della gara è quello proprio da lasciare perplesso il vostro commentatore, perché gli azzurri non hanno sbagliato nulla tranne che i gol, giusto l’atteggiamento, almeno nella ripresa, giusto il turnover, ma alla fine hanno vinto gli isolani, alla terza vittoria di fila, a dimostrazione di un organico di qualità e testa.

Posticipo al Torino

Era uno scontro tra deluse quello che vedeva di fronte il Torino e il Milan, per entrambe era fondamentale vincere per non precipitare in un buco nero.

La spuntano i granata, grazie ad una ripresa da cuore toro e a un super Belotti, autore della doppietta che ribalta il vantaggio rossonero di Pjatek su rigore, con i milanisti autori anche di una buona prova, con il torto di non aver chiuso il match quando poteva, facendo intravedere buoni margini di miglioramento.

Le altre

Delle altre partite, vittoria preziosa del Lecce che espugna Ferrara (tre a uno), inguaiando la squadra di Semplici, ora ultima assieme alla Sampdoria, che proprio non riesce a riprendersi e consente la prima vittoria stagionale alla Fiorentina (due a uno), che fa un bel balzo in avanti.

Succede di tutto a Parma, dove alla fine i ragazzi di D’Aversa conquistano i tre punti contro il Sassuolo, ma devono attendere un’autorete di Bourabia al quinto di recupero, dopo gol annullati e rigori sbagliati; non succede nulla poiché si annullano a vicenda tra Genoa e Bologna e tra Verona e Udinese, che fano un pur piccolo passettino in classifica.

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