Serie A, il valzer degli allenatori sembra essere finito | Ma adesso torniamo a vincere in Europa

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La scorsa settimana abbiamo assistito ad un tam-tam di valzer di allenatori come non lo si viveva veramente da decenni. Il ritorno di Allegri alla Juventus, lo Special One a Roma, il ritorno dopo due anni sabbatici di Spalletti, il passaggio di Simone Inzaghi dalla Lazio all’Inter e le conferme di Pioli e di Gasperini rispettivamente al Milan e all’Atalanta.

Da amanti del calcio italiano probabilmente non potevamo chiedere di meglio, e col probabile arrivo di Sarri alla Lazio il cerchio si chiuderebbe alla perfezione. Dopo però molteplici anni in cui le nostre squadre sono state protagoniste in negativo in Europa è arrivato il momento per il nostro calcio di ripartire e di conquistare quel successo europeo che manca ormai dal 2010 quando l’Inter vinse la Champions League allenata da José Mourinho

Calcio italiano: adesso torniamo a dire la nostra in Europa

Iniziamo a partire dalla Champions League, con le nostre squadre che possono fare sicuramente meglio di quanto fatto questa stagione: Juventus eliminata agli Ottavi contro l’onesto Porto, stesso discorso per Atalanta e Lazio eliminate rispettivamente da Real e Bayern mentre destino ancora più amaro è toccato all’Inter che è terminata ultima in un girone non certo irresistibile con Real, Borussia Mönchengladbach e Shaktar Donetsk

Meno disastroso il percorso in Europa League dove Roma e Milan sono state eliminate dalla medesima squadra, ovvero il Manchester Utd (i rossoneri ai Quarti, la Roma in Semifinale) con i red devils che hanno poi perso la finale ai calci di rigore contro il Villareal. Ed a proposito di Europa League, l’ultimo successo di una squadra italiana avvenne quando la competizione aveva ancora la denominazione di COPPA UEFA, vale a dire nel 1997-1998 quando l’Inter sconfisse nella finale del Parco dei Principi la Lazio per 3-0 grazie alle reti di Zamorano, Javier Zanetti e Ronaldo

Calcio italiano: i ritorni di Allegri e Mourinho per ritornare grandi lontani dall’Italia

Nonostante il tecnico livornese non abbia ancora vinto nulla a livello di club, è acclarato il fatto che Allegri in Europa sappia starci a livello tattico e non è un caso che con la Juventus in cinque anni abbia raggiunto due finali, quella di Berlino contro il Barcellona persa 1-3 e quella di Cardiff contro il Real che vide i bianconeri sconfitti per 1-4. Nel mezzo ci sono anche mezze imprese non compiute, come quella di Monaco dove la Juventus vinceva per 0-2 e si fece rimontare dai bavaresi con il match che finì ai supplementari 4-2 per i padroni di casa o quella ancora più clamorosa a Madrid, dove la Juventus dopo aver perso in casa  contro l’allora squadra di Zidane per 0-3 andò al Bernabeu a dominare la partita e quasi la portò ai supplementari se non fosse stato per quel rigore dubbio concesso alle merengues e siglato da Ronaldo (allora blancos) nei minuti di recupero

José Mourinho invece non ha bisogno di presentazioni, uno degli artefici principali di quel Triplete vinto dall’Inter nel 2010 ma il tecnico portoghese oltre a quella magnifica stagione può contare in bacheca su un altra CL, vinta con il Porto e su due Europa League, una sempre con i portoghesi e l’altra con il Manchester Utd. La Roma quest’anno disputerà la nuova competizione Uefa, la Uefa Conference League che rievocando il passato può essere considerata una sorta di vecchio Intertoto e siamo certi che Mourinho vorrà mettere in bacheca alla sua prima partecipazione questo nuovo torneo che prenderà il via tra pochi mesi

Ci aspettiamo di più anche dall’Inter con Simone Inzaghi che rispetto all’avventura con la Lazio potrà contare su una rosa, nonostante le cessioni che la squadra neroazzurra sarà costretta a fare per risanare il bilancio, molto più ampia rispetto a quelle avute in biancoceleste e considerando che la squadra di Inzaghi sarà anche testa di serie passare il girone sarà d’obbligo

L’Atalanta invece punta a riconfermarsi dopo le due ottime partecipazione in CL, terminate con quella beffarda eliminazione un anno fa contro il Psg nei minuti finale nei Quarti e dopo quella di quest’anno che ha visto i bergamaschi uscire agli Ottavi contro il Real Madrid. Anche il Milan punta a dire la sua dopo il tanto atteso ritorno nella coppa dalle grandi orecchie dopo sette lunghi anni di assenza che vede in Kakà l’ultimo realizzatore dei diavoli in una partita di Cl, per l’esattezza nel 2014 al Vicente Calderon

Anche il Napoli, a meno di smantellamenti della rosa, potrebbe dire la sua in Europa League, una competizione che in questi ultimi anni dopo un periodo di snobbamento più totale sta prendendo quota e per i tifosi azzurri un trofeo del genere potrebbe essere anche un occasione per rievocare i bei ricordi della stagione 1988-1989 quando la squadra dell’allora allenatore Ottavio Bianchi si aggiudicò la prima e unica Coppa Uefa della storia del Napoli e non è un caso che in quella squadra fosse presente Maradona, che segnò all’Andata, oltre che giocatori del calibro di Careca, Alemão, Ferrara ecc.

Dulcis in fondo troviamo la Lazio che con i suoi Big Immobile, Milinkovic, Luis Alberto e col probabile arrivo di Sarri potrebbe ben figurare in E.L. a meno che il tecnico toscano non decida come fatto nella stagione 2017-2018, quando  era alla guida del Napoli di snobbare la competizione europea per buttarsi a capofitto nel Campionato

Appurati tutti i fatti adesso l’imperativo è d’obbligo: TORNIAMO A VINCERE IN EUROPA

 

 

 

 

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