MALTA. Giunto al Senglea, compagine che milita nella serie A maltese, a campionato in corso, il tecnico italiano Enzo Potenza sta vivendo un’esperienza di alto livello, che dona un carattere squisitamente internazionale al suo curriculum.

Enzo Potenza, la nostra intervista

Abbiamo raggiunto telefonicamente il tecnico napoletano che ci ha concesso una bella ed interessante intervista.

Mister ci racconti la tua esperienza?

Quella che sto vivendo qui a Malta è un’esperienza davvero bellissima, mi sto confrontando con varie culture, in un campionato di serie A dove c’è un certo tipo di organizzazione. Si affrontano squadre di grande livello, che partecipano ai preliminari di Champions ed Europa League. E’ un’esperienza significativa per il mio percorso di allenatore, ma in generale anche sotto il profilo personale.

Respiri aria di calcio internazionale

Si qui si respira aria di calcio internazionale, personalmente lavoro tantissimo nell’analisi video di svariati calciatori di ogni parte del mondo, anche perchè questa nazione è un passaporto per l’Europa per quel che concerne il discorso extracomunitari.

Di fatti qui si possono schierare al massimo 7 stranieri in gara, e quindi ogni squadra ha nel proprio organico almeno 11/12 stranieri, quindi è davvero un qualcosa di altamente significativo sotto il profilo professionale poter allenare qui.

Cosa ti aspetti da questa stagione

Mi auguro di raggiungere la salvezza, anche perchè in questo momento siamo in piena campagna acquisti, perchè a gennaio parte il mercato di riparazione. In questa estate il club ha allestito una squadra giovanissima, per cui adesso paghiamo dazio in tantissime partite, però adesso ci stiamo organizzando per rimediare e poter aggiustare il tiro. Anche per dare la giusta risposta nel rispetto della competitività di questo campionato.

L’insegnamento più grande che stai raccogliendo da questa esperienza

Da questa esperienza dire che sto raccogliendo tanto sembra scontato ma è così: ho imparato una nuova lingua, sto acquisendo nuove conoscenze tecnico tattiche, perchè ogni calciatore che giunge ha un suo bagaglio, delle sue caratteristiche, delle sue abitudini. Quindi all’interno di un club bisogna cercare di far conciliare le varie culture, adeguare una metodologie di lavoro comune a tutti.

Fortunatamente nel mio lavoro non sono solo, ma sono coadiuvato da due collaboratori e di un interprete che mi aiutano tantissimo in questa esperienza, anche perchè nel mio organico ci sono brasiliani, serbi, gerogiani, italiani, portoghesi, giapponesi, cinesi, quindi ci si trova al centro del mondo.

Auguro ad ogni tecnico italiano ed anche ai calciatori, di vivere quest’esperienza qui a Malta, perchè anche se è un campionato di seconda fascia a confronto della serie A italiana o francese, è davvero una bellissima competizione, che non può che migliorarti ed accrescerti sia professionalmente che umanamente. E’ un bel campionato europeo, con tutti i crismi della serie A di ogni paese.

Qui si vive veramente il calcio: nel corso di tutta la giornata io lavoro tanto con l’analisi video nel cercare calciatori, come dicevo prima, mi arrivano video di atleti di tutto il pianeta. Si lavora davvero tanto.

Mi manca la mia famiglia, mia figlia, mia moglie, ma questo è il mio lavoro, e quindi bisogna essere pronti ad ogni evenienza per svolgerlo nel miglior modo possibile.

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