Il Catania per far valere la legge del Massimino. Il Napoli per raggiungere in classifica Inter e Milan, e rinnovare ambizioni d’altissima classifica cui non ha affatto intenzione di rinunciare. Sono questi i motivi principali, sullo sfondo di un derby dei vulcani decisamente nel segno del Sudamerica. Giampaolo ne schiera ben sei dal primo minuto, rinunciando però a Ricchiuti e dando una chance a Delvecchio dal primo minuto. Mazzarri risponde rinunciando al turnover e schierando tutti i titolari, senza risparmiare nemmeno uno dei nazionali impegnati in settimana. L’avvio sembra dare ragione al tecnico dei siciliani, che scuotono la difesa avversaria andando ad un passo dal vantaggio con una doppia occasione da brividi. Al 12’ è Mascara a salire in cattedra: il capitano rossoblu si gira in un fazzoletto ed è abile nel mantenere la coordinazione necessaria a trovare il tiro. De Sanctis lo è ancora di più nel rispondergli togliendo dal sette il pallone. Sull’angolo che segue è ancora l’estremo difensore azzurro a rendersi protagonista, riuscendo a rimediare in uscita alla marcatura troppo allegra che Dossena riserva a Silvestre. Il monologo catanese prosegue ad intermittenza, senza essere però intervallato dalle controffensive di un Napoli lontano dalla brillantezza che ne aveva contraddistinto le precedenti trasferte. I protagonisti sono dunque i soliti. La punizione di Mascara è indirizzata alla testa di Silvestre, il goffo intervento di Maggio costringe De Sanctis ad un vero e proprio miracolo, probabilmente fondamentale nel favorire quelli che saranno gli sviluppi della prima frazione. Proprio come sono solite fare le grandi squadre, il Napoli fa sfoggio di tutta la sua concretezza, riuscendo a passare in vantaggio al primo affondo del match. Accade al 39’, e il piede armato è come al solito quello di Edinson Cavani. Se da un lato l’uruguayano è favorito dallo svarione di Capuano, dall’altro è invece glaciale nel trasformare in oro il cross di Lavezzi non lasciando scampo all’uscita di Andujar. Il nuovo idolo partenopeo firma la sua sesta realizzazione in questo campionato, confermando il suo momento magico e arricchendo un pedigree stagionale che lo vede autore di ben 14 reti tra Napoli e Uruguay. Il secondo tempo si apre con i padroni di casa pericolosi con il solito efficace canovaccio delle palle inattive a cercare Silvestre. L’ennesima proiezione offensiva del centrale di Giampaolo non si discosta nell’esito da quelle che l’avevano preceduta: palla di poco a lato. I ritmi restano comunque bassi, e non è evidentemente il Napoli ad avere interesse nell’accelerarli. La risposta partenopea, piuttosto velleitaria, si limita dunque al coraggioso tentativo di Dossena. Buona coordinazione, esito rivedibile. Dal canto suo, faticando a concretizzare un possesso palla che resta piuttosto sterile, al Catania non resta che affidarsi alle palle inattive. Schema prevedibile? Non per la difesa del Napoli, sulla quale è Spolli a svettare, incornando il corner di Mascara e permettendo a De Sanctis di mettersi in evidenza con l’ennesimo intervento provvidenziale. Per nulla frustrati dall’ottima vena del portiere avversario, i padroni di casa si riversano nell’area avversaria alla spasmodica ricerca del gol del pareggio. E’ sufficiente una modifica nel copione offensivo per raccogliere i frutti di tanto ardore agonistico. Le comparse sono due neo entrati: uno è Ricchiuti, che scaraventa nell’area azzurra un pallone tagliato, l’altro è Zuniga: scellerato nel lasciare libero il proscenio all’indiscusso protagonista Gomez. Perfino il fin qui eccezionale De Sanctis è costretto ad inchinarsi al tocco al volo del Papu, puntuale e preciso nel far esplodere sia il Massimino sia la rabbia di Mazzarri. Altro che Etna e Vesuvio! Il vero colpo del KO arriva però in pieno recupero, e stordisce i tifosi azzurri in maniera ancor più violenta di come verrebbe assorbito se ad infliggerlo non fosse Edinson Cavani. El Matador dimentica tutta la concretezza che ne ha contraddistinto lo stellare inizio di stagione, sprecando incredibilmente da pochi passi il gol del sorpasso. E’ l’ultima occasione di una partita che si chiude in maniera piuttosto nervosa, con l’espulsione diretta di Cannavaro per un brutto fallo su Ricchiuti. Il capitano azzurro sarà dunque costretto a saltare il prossimo impegno contro il Milan, mettendo in crisi Mazzarri nell’organizzare una fase difensiva apparsa già oggi piuttosto svagata. Decisamente meglio il Catania, poco concreto più per merito di De Sanctis che non per colpe proprie.

Catania-Napoli 1-1. Gol: Edinson Cavani 39′. Gomez 70′. Le pagelle della partita.

Catania (4-1-4-1): Andujar 6; Potenza 5.5, Silvestre 6.5, Spolli 6, Capuano 6.5; Biagianti 6; Mascara 6.5, Izco 6, Delvecchio 6, Gomez 7; M. Lopez 5.5.Ricchiuti 6.5 Llama 6

Napoli (3-4-2-1): De Sanctis 7; Campagnaro 6, Cannavaro 5, Grava 5.5 Maggio 6, Gargano 6, Pazienza 5.5, Dossena 6; Hamsik 6, Lavezzi 6.5; Cavani 7. Aronica 6

Enzo Santoro

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