Dopo stagioni deludenti, sono molte le attese che interessano le squadre milanesi per un loro ritorno ai vertici del calcio italiano, ma resta ancora ben evidente il cartello dei lavori in corso all’ingresso di Interello e Milanello. Non è un caso che tratti insieme di Inter e Milan, alla vigilia di questo nuovo campionato di attese e di speranze, le due società, pur divise da una viscerale rivalità sportiva, sono accomunate da questo periodo negativo. In un gioco di confronti, è molto difficile stabilire quale delle due abbia più possibilità di risalire la china, quale si possa considerare più avanti nell’operazione di recupero.

Inizialmente si pensava che l’Inter fosse riuscita a portarsi avanti con il lavoro, visto l’ingaggio già nella scorsa stagione di Roberto Mancini al posto di Walter Mazzarri, operazione che si pensava avesse dato al tecnico jesino la possibilità di amalgamare già la squadra secondo i suoi dettami. L’inizio di questo nuovo torneo, però, fa comprendere come la situazione sia ancora lungi dall’iniziare ad essere risolta, le prime uscite stagionali, per quanto effimere, hanno mostrato una squadra con i soliti problemi in difesa, nonostante qualche nuovo acquisto (Montoya, Miranda, Murillo) che però necessita dei dovuti tempi di inserimento, con Kondogbia che sembra l’unico giocatore veramente di livello giunto alla corte nerazzurra, che ha anche difficoltà a fare ulteriori acquisti, visto che deve procedere anche ad un difficoltoso mercato in uscita.

Questa fase estiva del calcio precampionato aveva fatto pensare che qualche passo più avanti potesse essere il Milan: risolta (almeno all’apparenza, con i tanti soldi in ballo non si può mai sapere…) la questione societaria, abbandonata la pista degli “allenatori fatti in casa”, vista la fallimentare esperienza con Pippo Inzaghi in panchina l’anno scorso (ma questi resta, a mio avviso, il meno colpevole di tutti), nell’avveniristica nuova sede del potere rossonero hanno pensato di affidarsi all’”ex nemico” Sinisa Mihajlovic, capace di infondere quella grinta necessaria ad un gruppo che è parso troppe volte timido la stagione passata. Questo ha, però, rappresentato la soluzione di un problema, ma non degli altri che affliggono la truppa rossonera, a partire da quelli del reparto arretrato, spesso più che mediocre nell’ultimo torneo e rimasto, almeno al momento, invariato. Le novità che ha portato Adriano Galliani alla squadra sono rappresentate da Bertolacci a centrocampo e da Bacca e Luiz Adriano in attacco: un po’ poco, la solita coperta corta, come hanno dimostrato le prime uscite stagionali, ripetiamo effimere quanto indicative dello stato di cose.

Nerazzurri e rossoneri, al momento, vivono ancora di sogni ed attese, da Felipe Melo (ma serve?) e Perisic per i primi, a Romagnoli e Ibrahimovic per i secondi, acquisti che potranno forse migliorare la classifica, ma non credo possano rilanciare in pieno le due franchigie nella lotta al trono della Juventus. La sensazione diffusa, in attesa di essere smentiti dal campo, è che miglioramenti rispetto al recente passato ci saranno, ma i fasti sembrano ancora lontani, speriamo per loro non troppo, perché, al di là dei pensieri faziosi, la storia ci insegna che sono Milan e Inter, insieme alla Juventus, le squadre che non debbono mai mancare come vessillifere del calcio italiano.

Potrebbe interessarti

Accadde Oggi | 13 luglio 2014: quel gol di Gotze che piegò Messi

L’edizione del 2014 del campionato mondiale si svolgeva in Brasile sessantaquattro anni do…