Un uomo che avrebbe potuto dire: “Il mio Corriere del Pallone”. Ma non l’ha mai fatto. L’umiltà, il sorriso, le idee, la grande voglia di fare. I tanti pregi che Fulvio Gais ha sempre portato nella nostra redazione. Agli albori di questa avventura editoriale si è affacciato come procacciatore di sponsor e partnership. Poi ha iniziato a coltivare la passione per la scrittura. Fino ad intraprendere l’avventura nel calcio femminile da raccontare e da praticare. Tra i primi a crederci in Campania, anche nel settore giovanile in rosa. Ha vissuto ogni momento di questa storia ultraventennale.

Da esempio

“Carmine (Testa, ndr), ho terminato il pezzo gli dai un’occhiata. Magari c’è qualche errore”. Ma il pezzo puntualmente tornava alla base senza correzioni. È diventata una frase che il nostro editore ha adottato come esempio, per dire che ognuno di noi può sbagliare. E quattro occhi sono meglio di due. Ognuno di noi da quel giorno l’ha sentita almeno una volta.

Ci ha lasciato Fulvio Gais. Era vittima di un brutto male, ma non ci ha dato il tempo di pensarci su. Fino all’ultimo post ci ha lasciati col sorriso, che ha sempre avuto. Sarcastico quanto basta, disponibile, con una grande voglia di fare e proporre cose nuove. Un amico vero della famiglia Testa. Un amico vero della famiglia del Corriere del Pallone.

Non ci sarà modo di salutarti come meriti Fulvio. Lo faremo, ognuno di noi, nelle nostre preghiere. Scrive Claudio Musella, certo di interpretare il pensiero di tutti quelli che ti hanno conosciuto nel contesto della nostra testata. Una storia che ti ha visto presente in ogni capitolo.

Che la terra ti sia lieve, Fulvio.

Il Corriere del Pallone

Potrebbe interessarti

Sassuolo – Inter 0-3 | Video sintesi, gol e highlights da YouTube

L’Inter di Antonio Conte reagisce subito alla brutta sconfitta subita in settimana p…