Albanova – Afragolese è finita quattro a uno per la capolista. Ma è un dato che oggi vale solo per classifiche e statistiche. C’è qualcosa di assai grave che prende il sopravvento sulle cronache.

Per fortuna il destino non ha voluto che finisse in tragedia. Eppure c’è mancato poco con un tifoso dei napoletani accoltellato ad una mano ed il direttore generale Nicola Pannone alla clinica Pineta Mare, sottoposto a intervento per la rottura del femore.

Il tutto dopo che le due tifoserie sono venute ai tafferugli fuori dallo stadio Scalzone di Casal di Principe, prima dell’inizio della partita.

Precedenti idilliaci

Niente avrebbe presagito ad una tale conclusione, visto che i rapporti sia tra le società che le tifoserie sono sempre stati idilliaci. Lo testimoniano la gara d’andata ad Afragola e le due giocate la passata stagione, in particolare proprio quella di Casale alla quale assistettero circa mille spettatori delle tue tifoserie.

Per tale motivo all’esterno dello stadio la forza pubblica presente non era copiosa. Ma in dieci si è scatenato il putiferio, tale da coinvolgere addirittura i dirigenti delle due squadre, nell’estremo tentativo di sedare gli scontri. Sono arrivati i rinforzi in tenuta antisommossa e gli animi si sono placati, con circa cinquecento tifosi che poi hanno assistito alla partita.

”Tradito dei miei tifosi”

Eppure sembra che i novanta minuti di gioco non si siano mai disputati. Lo afferma anche Giuseppe Zippo, patron dell’Albanova: “Oggi abbiamo toccato il fondo. La partita non l’ho nemmeno vista non mi interessava. Mi sono sentito tradito dai miei tifosi, quindi la mia avventura all’Albanova finisce qui. Non posso andare avanti. Anzi, chiedo espressamente di non accostare più il mio nome a quello dell’Albanova. Manterrò tutti gli impegni assunti sino a fine stagione, ma non voglio più saperne nulla. Io ed i miei soci viviamo il calcio come divertimento e scene di guerriglia urbana come quelle di oggi non hanno nulla a che vedere col nostro modo di intendere il calcio. Non posso accettare che il direttore Pannone, un uomo di 80 anni, un uomo di calcio, debba finire in ospedale col femore rotto. L’ho raccolto io da terra. Non lo accetto. Per quanto mi riguarda, oggi avrei volentieri ritirato la squadra dal campionato. Non l’ho fatto per gli impegni assunti verso lega e tesserati. Ma il mio nome e la mia persona non possono essere accostati ad episodi del genere”.

Sono le parole del numero uno dei casalesi nella conferenza stampa post-partita in cui ha rassegnato le proprie dimissioni.

Anche Niutta lascia

Lo segue a ruota Raffaele Niutta, patron della capolista Afragolese. Il presidente dei rossoblu l’ha annunciato tramite i canali social ufficiali della società. “Raffaele Niutta si è dimesso da Presidente della Afragolese Calcio 1944
#AFRAGOLESI ❤💙”. Recita queste parole il post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del club.

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