Di Luigi Capasso

“Un’uscita infelice”. L’ha ripetuto più volte l’assessore ai lavori pubblici di Torre Annunziata Luigi Ammendola. È lui che, in un’intervista a un quotidiano, ha replicato al presidente del Savoia Alfonso Mazzamauro. Probabilmente lo ha fatto perché, pur essendo assessore lavori pubblici, ha poco chiara la situazione dello stadio Giraud. 

L’impianto sportivo oplontino, in questo momento, è come una bella donna che indossa un vestito elegante ma non cambia l’intimo prima di andare a una festa.

Il tutto tralasciando il settore distinti e la curva che sono stati tinteggiati da un tifoso. Resta comunque sulla vicenda il mistero sollevato dall’attento giornalista Salvatore Sparavigna, uno che andrebbe un po’ più ascoltato e seguito nelle sue denunce sulle vicende torresi. Un cronista da ringraziare per il coraggio e le verità che racconta, un esempio. 

Tanti soldi, ma per cosa?

Ebbene, il Giraud ha ricevuto oltre 700mila euro per gli interventi per le Universiadi, ovviamente stanziati dalla Regione. Ovviamente i politici cittadini si son messi in prima linea nei meriti. Bellissima manifestazione, servita soprattutto a migliorare gli impianti. A Cercola ne sono testimoni, a Torre Annunziata un po’ meno. Quello che doveva essere fatto è stato fatto, con cifre da capogiro per gli interventi in questione, ma andava fatto ben altro. Se proprio vogliamo dirla tutta. 

Il dramma del sintetico ormai consumato

Capita così che il Savoia, nonostante i soldi spesi per la Universiadi, abbia effettuato la presentazione, le partite amichevoli e di Coppa Italia con una tribuna resa inagibile dal guano (la cacca) dei piccioni. Quanto costa una rete da posizionare sotto il tetto della tribuna? E pulire il vetro della tribuna stampa dove gli anni di noncuranza e cattive gestioni societarie hanno portato a lasciare la colla dello scotch sui vetri che rende praticamente difficile la visuale ai cronisti che seguono le partite? Invece il caucciù da spargere sul manto erboso sintetico quanto costa? Gommini di nuova generazione, ovvero tondi per evitare escoriazioni agli atleti, che devono essere soltanto inseriti sull’erba sintetica e poi spazzolati. Si tratta di cifre irrisorie.

Il Savoia, per la questione manto erboso, ha ricevuto gravi infortuni: Luciani, Diakite e Osuji su tutti. Un danno economico notevole perché nonostante non abbiano potuto dare il loro apporto, il patron Alfonso Mazzamauro quei calciatori li ha pagati. Anzi, adesso paga anche il comune di Boscotrecase per consentire alla squadra di allenarsi su un campo sintetico. Domenica scorsa, e lo si evince dalle foto, le due aree piccole erano le uniche non allagate, perché dotate di nuove zolle sintetiche in vista delle Universiadi. 

Urgono altri interventi

Si entra poi in discorsi un bel po’ più costosi quando, nella domenica di pioggia, si scopre che è più facile bagnarsi negli spogliatoi che in campo. Al rientro dal campo atleti e dirigenti nel sottopasso hanno trovato un vero e proprio allagamento, al punto che la società ha dovuto utilizzare un aspiratore per consentire ai cacciatori di raggiungere lo spogliatoio. Locali modernissimi, per carità, grazie alle Universiadi ma il resto fa schifo, il muro ha delle infiltrazioni che stanno rovinando anche le belle foto storiche poste nel sottopassaggio. Inutile chiedersi, con tutte le amministrazioni che si sono susseguite a Torre Annunziata dal 1999 ad oggi, in che maniera qualcuno abbia pensato di coprire quella bruttura assurda delle pietre nel lato ferrovia. Soluzioni non sono state trovate, anche se un pannello pubblicitario gigantesco avrebbe portato qualche soldino in pubblicità. 

Allora è giusto chiedersi perché a Torre Annunziata i presidenti vanno e vengono. Anzi vengono e se ne vanno, che siano persone perbene come l’attuale presidente Mazzamauro o altri personaggi in cerca di visibilità o soldi, perché di quelli che i tifosi chiamano “piatti vacanti” da queste parti ormai non se ne contano più. E Mazzamauro merita rispetto, perché non è un “piatto vacanto”. 

Mazzamauro è l’ultima spiaggia per il calcio a Torre Annunziata

Allora, l’assessore Ammendola, probabilmente utilizzato a sua insaputa per dare una risposta a Mazzamauro, pur non avendo mai assistito a una partita del Savoia e alle tante difficoltà che affrontano gli addetti ai lavori al Giraud, è giusto che vada allo stadio per rendersi conto della situazione. I 111 anni di storia meritano rispetto, magari andando sul posto a scoprire le problematiche. E che ben venga l’indizione di un bando. Attenti, però, alle schiene dei bambini delle scuole calcio che si allenano su un campo simile, quelle sono più preziose anche di un campionato vinto. A proposito: i gommini costano intorno ai mille euro.

 

Potrebbe interessarti

Palo maledetto, poi la beffa: Savoia fuori dalla Coppa Italia

  All’ultimo rigore, nella porta in cui il Savoia riesce a colpire anche due pali. Es…