Di Luigi Capasso

Avete presente quelle giornate di m**** in cui tutto gira storto? Nelle quali pensate che il destino vi si è rivoltato contro e che non potete fare nulla per modificare quella giornata? 

È accaduto pressappoco così al Savoia, che ha ben mascherato le tante assenze nelle gare precedenti ma non ce l’ha fatta di fronte a un avversario ben organizzato e fisicamente valido come l’Fc Messina. Così Carmine Parlato si è scervellato per oltre 90 minuti a cercare una soluzione. Ne ha trovate diverse, ma non sono bastate. Innanzitutto confermando in blocco la squadra capace subire solo due tiri in porta nelle due precedenti partite contro Fidelis Andria e Licata. Ha cercato di far fronte a una giornata balorda, dove nessuno è riuscito a mantenere i suoi standard, Cerone compreso. E meno male, perché nel calcio prestazioni come quelle di oggi da parte del numero 10 oplontino ci stanno e ci possono stare. 

Poi ha perso l’under Rondenella per infortunio. Ha cercato di chiedere a Dionisi, con risultati da notte di Halloween, di impostare a destra perché Gatto era stretto nella morsa dei centrocampisti del Messina e non poteva impostare. A sinistra mancava un’alternativa come Oyewale, calciatore bravo a spingere sugli esterni, cosa che è decisamente mancata. Il tutto considerando che Scalzone, che da solo ha sostenuto tutto il peso dell’attacco (un po’ aiutato da Paudice, altro under che in un contesto del genere non poteva certo esaltarsi) ha segnato il terzo gol in tre partita. 

Una giornata storta, salvata proprio da un colpo di testa del bomber, quindi diventata una giornata opaca. Il pareggio, considerando come si erano messe le cose, ci poteva stare. 

Però, provate a togliere a una squadra di serie D un play come Luciani per due mesi, un terzino come Oyewale che spinge come un treno a sinistra (deve imparare solo a frenare in tempo), due attaccanti come Orlando e Diakite e un’alternativa come Giacobbe in panchina da infortunato. E un bravo under come Rondinella a partita in corso.

Forse il miracolo è stato compensare a tutte queste assenze nelle giornate precedenti, non pagarle con un pareggio contro i peloritani. Bisogna essere obiettivi. Quattro, cinque calciatori di valore assenti sono tanti. Tutti over ad eccezione di Oyewale.

I numeri dicono che il Savoia poteva fare di più, è vero, ma poteva anche fare di meno se si entra nel dettaglio. 

Perché Parlato, che ha cambiato modo di stare in campo alla squadra e contro il Messina ha cambiato di continuo il volto del Savoia alla ricerca di una soluzione contro la giornataccia, merita fiducia. Nonostante il pari di oggi, la sua media punti è superiore a tutti gli altri allenatori campani, dalla serie A alla D, se si prendono in considerazione campionato e coppa Italia. 

E Mignano? Volzone non ha funzionato e grazie anche a Rais è arrivato Coppola. Diakite ha avuto problemi e ha ingaggiato Orlando. Orlando non è esploso e subito è arrivato Scalzone. Un colpo, insomma, il direttore sportivo non l’ha sbagliato. Neanche Beppe Marotta ha la capacità di sapere in anticipo se un calciatore renderà al massimo. Lo si spera, ma sulla carta sono tutti elementi validi quelli che indossano la maglia bianca. 

E la società? Riavvolgiamo il nastro agli ultimi 25 anni. Moxedano, Matachione e Luce. Poi Mazzamauro, in ordine cronologico. Il resto meteore, ad eccezione di un innamorato Angellotti ma con “amici” venuti meno nel momento opportuno e una cordata torrese che aveva però punti neri che erano bitorzoli su una schiena di una pornostar come Caiazzo e Verdezza.

Insomma, il pareggio che allontana ulteriormente il Savoia dal Palermo non ha colpevoli. E’ solo l’effetto di tante cause. Tra i nemici c’è il manto erboso che falcia le gambe ai calciatori più di un difensore che marcava a uomo negli anni ‘80: è un problema reale, non un alibi. Tanti soldi spesi per le Universiadi e manto ancora da sistemare. 

Ma al Savoia guardano avanti. Una giornata storta ci sta. La delusione ci sta. Il silenzio si accetta. Però non basta un pomeriggio per perdere fiducia in una squadra fatta di calciatori che si rompono le sopracciglia nei contrasti impossibili (vedi Romano contro il Roccella) o si ritrovano con i muscoli e la schiena a pezzi dopo gli allenamenti. Tutti stanno dando l’anima. Poi capitano le giornate di m***. L’importante è non mollare. Mai. Mercoledì c’è già il Portici, il tempo per ripartire è breve, ma per piangersi addosso ancora di meno.

Potrebbe interessarti

L’Italia di Mancini esagera: 9-1 all’Armenia

L’Italia di Roberto Mancini vince a valanga sull’Armenia, trovando l’11esimo s…