mazzamauro savoia

Di Luigi Capasso

“Io sto bene a Torre Annunziata, ma non quando si fanno delle illazioni e dico quello che penso. C’è stata una fazione, non so dove, magari qualcuno da tastiera, qualcuno ha paventato che ci fosse una cordata che nel caso in cui Mazzamauro fosse venuto meno. Uno dei miei uomini ha risposto, ma non avrei fatto tutti questi investimenti per poi andar via”. Alfonso Mazzamauro chiarisce così la sua posizione. Non andrà via da Torre e incontrerà anche il sindaco Vincenzo Ascione.

Osannato a fine gara dai tifosi, il presidente onorario del Savoia, Alfonso Mazzamauro, parla delle emozioni di un campionato che vede i bianchi a -3 dal Palermo: “Non voglio sentir dire siamo lassù perché la strada è ancora lunga, non perdiamo la concentrazione. Io credo di avere una delle squadre più forti di tutta la serie D italiana, per il massimo rispetto del Palermo, che non merita questa categoria, più della serie C. Ma c’è da dire che questo Savoia non è da serie D. Andiamo fino all’ultimo, chi è più bravo vincerà, sarà una lotta sul campo, il più bravo vincerà. Ce la giochiamo”.

Mazzamauro commenta anche sulle voci di un biscotto: “Sarei cattivo a parlarne. L’Acireale è venuta qui con il coltello tra i denti, se l’è giocata fino all’ultimo. Alla fine ho visto il 3-2-5, al mister ho dato arco, frecce e bombe a mano, ma l’applauso enorme va a Parlato che ci fa vedere come si gioca a calcio e come si mentalizza la squadra. Ho sempre detto aspettate e vedrete”.

Savoia che è una corazzata: “Il merito è di mio fratello Ciro che mi fa fare calcio, di mio figlio Renato e Mignano che hanno voluto una corazzata. Gliel’avevo chiesa fra tre anni, sono in anticipo sul programma”

Mercato? “Se il mister me lo chiede faremo altre cose. Tutto quello che abbiamo fatto è stato opera mia, di mio figlio Renato e di Mignano. Il mister non ci aveva chiesto nulla per non alterare gli equilibri, De Vena e Chironi sono due proiettili e non poteva rifiutarli”.

La rimonta del Savoia, che ha recuperato 10 punti, viene commentata da Mazzamauro: “Il Palermo non è in crisi, abbiamo avuto un periodo no, di appannamento, fisiologico. Il Palermo è una corazzata, ma siamo stati noi a recuperare”.

Cori dei tifosi per Mazzamauro. “Il pubblico non sta a me giudicarlo. Li ringrazio per il coro c’è solo un presidente, ma io dico c’è solo una società. Stiamo lavorando con un amalgama unica, non stiamo perdendo”.

Poi Alfonso Mazzamauro chiede al piccolo Ciro Capasso di sottoporgli una domanda, com’è tradizione in tribuna stampa, che gli chiede a chi darebbe l’Oscar del 2019. “L’Oscar lo darei a chi non ha giocato, per la supportazione e per il supporto. Non ho avuto un solo calciatore che abbia detto me ne voglio andare”.

Poi i complimenti a Orlando per il gol: “Ora che è tornato saranno cavoli amari per gli avversari”.

Sulla squadra Mazzamauro dice: “Questa squadra non molla mai, come la mia Ercolanese che vinse il campionato. Possiamo perdere solo perché siamo autolesionisti”.

Potrebbe interessarti

Savoia, l’abbraccio dei tifosi a squadra e società nel brindisi di fine anno

Di Luigi Capasso La buona fine è arrivata sul campo con 7 vittorie di fila e 12 risultati …