Di Luigi Capasso

Essenziale, nella ricerca del risultato e finanche nel suo raggiungimento. Il Savoia batte 3-0 la Fidelis Andria al Giraud e va ai sedicesimi di finale della coppa Italia di serie D, dove troverà il Portici. Gatto e Cerone, autore di una doppietta nel finale, portano a casa un match che la squadra di Parlato disputa con la massima attenzione, soprattutto nella ripresa quando la formazione di Favarin sbatte a ripetizione sulla trequarti avversaria.  

La difesa a cinque dà la sensazione di non essere un esperimento per Parlato. Di certo, il tecnico blinda un Savoia imbottito di seconde linee, un po’ per volontà, un po’ per esigenza. Rispetto e opportunità per tutti è il mantra nello spogliatoio del tecnico. 

Il vantaggio arriva alla prima vera occasione, con Orlando che difende palla al limite e la scarica sull’accorrente Gatto: il fendente è imparabile per l’1-0. Non è solo il gol. E’ l’organizzazione di gioco che porta il Savoia a concedere qualcosa solo su errori individuali, come nella conclusione di Varriale. Nella fase di costruzione della manovra si può di certo migliorare, ma gli spazi sono quelli giusti e consentono a Poziello di riparare con esperienza a un danno di Gatto, sempre in fase di impostazione. Favarin cerca in Banegas, entrato al posto di Tedesco, la soluzione giusta per perforare la difesa già nel primo tempo. La mission dell’attaccante andriese è una sola: pressare sulla prima linea di passaggio, dove il Savoia si complica la vita. Sarà un disastro. Prima dell’intervallo c’è spazio per Orlando alla conclusione, ma l’attaccante torna negli spogliatoi ancora alla ricerca del suo primo gol stagionale. Ha il compito di abbassarsi sul mediano dell’Andria, talvolta eccede nella foga degli interventi a dimostrazione che sta cercando disperatamente la rete.

Il volenteroso Orlando lascia la scena a Osuji, lasciato a operare da trequartista alle spalle di Paudice. Il 5-3-1-1 è una necessità per salvaguardare il gol di Gatto. E dopo un’ora di gioco si conta un solo tiro in porta della Fidelis Andria, tra l’altro neanche nello specchio. Savoia letteralmente blindato nella ripresa, con i pugliesi che non riescono mai a entrare tra le linee della retroguardia oplontina. Paudice ha i crampi e lascia il campo, in quella che si conferma la maledizione degli attaccanti; spazio a Cerone, inedita prima punta. Nel finale le rassicurazioni arrivano quando Massa con il braccio ferma il cross di Osuji in area. Rigore trasformato dal solito Cerone per il 2-0. Poi indovinate il sigillo finale al 92’ chi lo mette? Cerone, che si inserisce sul cross basso di Oyewale e fa 3-0.

Potrebbe interessarti

Savoia, momento indecifrabile ma niente caccia alle streghe

Di Luigi Capasso Avete presente quelle giornate di m**** in cui tutto gira storto? Nelle q…