Di LUIGI CAPASSO

Un Savoia spettacolare, sprecone caparbio. Sotto gli occhi di Zdenek Zeman, in tribuna per seguire l’ACR Messina guidata dal figlio Karel, il calcio champagne è quello di Carmine Parlato che con il suo Savoia regala spettacolo ma è costretto a vincere 2-1 al 90’ con un gol di Scalzone su traversone basso di Romano. Il Palermo capolista ora è distante 5 punti.

Neanche un minuto e il Savoia va vicinissimo al gol con conclusione di Rondinella respinta corta da Avella, tap in di Tascone sul portiere, palla a Osuji dall’interno dell’area piccola colpisce a botta sicura sparando alto. Poteva sembrare il preludio di un dominio assoluto dei bianchi, eppure un ACR Messina privo di quattro uomini e in piena rivoluzione tecnica si rivela organizzato e con gli spazi giusti tra i reparti, con il solo Crucitti lasciato in avanti a cantare e portare la croce. A metà primo tempo, poi, il compito di prima punta passa a Manfré.

Il Savoia trova così difficoltà a sfondare, ma su una percussione di Oyewale, Diakite mette al centro per Cerone ma è provvidenziale l’intervento di Fragapane. A momenti gli oplontini si accendono, arrivando alla conclusione con spettacolari trame di gioco, come nel caso di una conclusione al volo di Diakite. La squadra di Parlato è padrona del campo, quella di Zeman si rintana dietro la linea del pallone, ma in ripartenza qualcosa lo concede. Quando Cerone è in area, però, Cristiani non può far altro che atterrarlo e il numero dieci si sblocca proprio dal dischetto dopo due errori, portando i bianchi in vantaggio al 34’. Sempre Cerone poco dopo ci prova al volo, mentre il Savoia mostra un calcio decisamente superiore alla categoria, mettendo i siciliani alle corde anche dopo il vantaggio. Bianchi che regalano spettacolo e come nel loro dna si divorano anche delle palle gol incredibili, come quella che vede Tascone cercare la precisione senza potenza verso il secondo palo con un rasoterra da pochi passi. Il calcio oplontino è magia, Cerone delizia i tifosi, ma Diakite è capace di divorarsi l’impossibile a 6 metri dalla porta per mettere il risultato in naftalina. 

Nella ripresa la musica non cambia, con Diakite che si rivela lezioso in apertura nel dare il pallone a Cerone di tacco. Solo Savoia, con il fantasista oplontino che su punizione va vicino al raddoppio. L’aggressività di Osuji è un incubo per il Messina, ma la precisione non è il forte del numero 21 oplontino dopo un pallone rubato a Ungaro.

Il gioco del Savoia è una sorta di superenalotto: ha tantissime combinazioni che solo per poco non risultano vincenti. Eppure, Dionisi è costretto a sbarrare la strada a Manfré, prima che il Savoia sprechi ancora perdendo l’attimo giusto in superiorità numerica sulla ripartenza. Al 27’ della ripresa arriva la prima occasione del Messina con una conclusione debole di Cristiani. Il più pericoloso, però, è Manfré che viene però contenuto da Dionisi in grandissima condizione. Clamorosamente al 34’ il Messina pareggia: è Crucitti che su punizione trova la traiettoria perfetta per l’1-1. Una beffa clamorosa. Cerone prova a suonare la carica con una conclusione di controbalzo verso il secondo palo, poi stremato lascia spazio a Romano. Al 90’ però, Scalzone, entrato al posto di un irriverente Diakite, scaraventa in porta un traversone di Romano e segna il gol del 2-1 che fa letteralmente esplodere il Giraud. 

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