Sclerosi Laterale Amiotrofica. S L A. Queste tre parole, questa apparentemente innocua sigla nasconde uno dei mali più temuti soprattutto dagli ex sportivi, che paiono esserne le vittime preferite (e quasi designate). Essa, in estrema sintesi, è una malattia degenerativa del Sistema Nervoso, contro la quale ancora si cerca di trovare una cura efficace. Conosciuta anche come malattia di Charcot, dallo scienziato che per primo la descrisse, un altro suo nome è Morbo di Lou Gehrig, e sembra quasi fatale, visto che Gehrig era un campione del baseball cui, primo sportivo, fu diagnosticata la malattia. Molte morti ha pianto l’Italia tra i suoi ex calciatori: ad Avellino è rimasto vivo il ricordo di Adriano Lombardi, capitano storico della compagine irpina; a Genova un altro capitano, Gianluca Signorini si dovette piegare agli attacchi del male. L’ultimo è stato Stefano Borgonovo. Diventato simbolo della lotta a questa malattia, ha combattuto una battaglia impari e persa in partenza, ma senza mai arrendersi, deponendo le armi solo alla fine, quando un arbitro insindacabile chiamato Morte ha deciso di dare il triplice fischio di chiusura. È stato un ottimo attaccante, Borgonovo, segnando reti importanti dovunque giocava, cominciando la sua carriera nel Como, raggiungendo l’apice nella stagione di militanza al Milan (1989/90), quando contribuì alla conquista della Coppa Campioni, oltre che della Coppa Intercontinentale e della Supercoppa europea. Smessi i panni di calciatore, egli si avviava alla nuova carriera di allenatore, iniziando dai giovani per costruire dalla base la sua nuova esperienza, fino allo sgambetto fatale del Destino. Nel 2008 è resa nota la sua malattia, da quel momento la sua è diventata una lotta per far conoscere e cercare i mezzi per combattere “la stronza”, come l’aveva efficacemente chiamata, coagulando intorno a sé tanti ex colleghi, come Roberto Baggio, Roberto Donadoni, Gigi Buffon e tanti altri. È stato anche il momento in cui Stefano è diventato l’eroe di tutti, un esempio di coraggio per combattere il male in tutte le forme che si presenta, colpendo in maniera crudele quanti sono stati gli idoli di tutti sui campi di gioco, deformando e annichilendo corpi che sono stati scultorei e perfetti, prendendosi quasi una rivincita. Stefano Borgonovo, però, con il suo esempio, ha indicato la strada per non arrendersi e continuare nella ricerca, per trovare, prima o poi, una cura che possa finalmente sconfiggere  “la stronza”. Infine, Stefano lo vogliamo ricordare come quando era un campione sul campo, prima che la malattia vincesse. Ciao.

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