Per molti anni è stata la stella della Nazionale Italiana e delle squadre dove ha giocato e vinto molto. Poi a 33 anni, ha lascito il calcio giocato per intraprendere la carriera da allenatrice. E cosi Rita Guarino inizia a farsi conoscere, in realtà il primo patentino, come racconta, l’ha preso a 25 anni. L’attuale allenatrice e neo campionessa d’Italia con la Juventus questo pomeriggio è stata la protagonista del 4° Convegno “Allenare nel calcio femminile”, appuntamento annuale creato da Valentina De Risi.

Valentina De Risi e Rita Guarino

Guarino, ha aperto il pomeriggio con la conferenza stampa riservata ai giornalisti accreditati, e noi del Corriere del Pallone eravamo presenti. Il tecnico torinese ha iniziato la conferenza  parlando della riforma o meglio lotta tra la LND e la Figc per  portare il calcio femminile sotto alla guida della Federazione.  Per Guarino è la PASSIONE la base di tutto, dei suoi successi, del lavoro svolto prima con i vari settori giovanili che ha allenato, poi con la Nazionale e poi con il primo club dove ha raggiunto subito lo Scudetto.

L’ex CT sottolinea come in Europa nazioni come Germania, Francia, Inghilterra e Spagna hanno iniziato molto, ma molto tempo fa a far si che il calcio femminile diventasse professionistico. “Bisogna crescere sotto questo aspetto, non dobbiamo perdere il passo con l’Europa, perché siamo già indietro. Dobbiamo abbattere le barriere culturali”, sottolinea Guarino.

Poi sul passaggio dalla Nazionale Under 17 ad una prima squadra fatta di “grandi”: “Mi sono chiesta se ero pronta, se ci sarebbero state delle difficoltà e cosi ho accettato questa sfida. Con la Nazionale hai poco tempo per lavorare con le ragazze, invece con il club hai più tempo per lavorare con la squadra nel raggiungimento degli obbiettivi”.

L’allenatrice torinese ha poi continuato: “Ogni giocatrice che gioca a calcio, o in qualsiasi altro sport maschile, può mantenere la propria femminilità. Questo fattore è importante, perché anche grazie a questo che le bambine si avvicinano al calcio femminile. Bisogna farlo capire a molti genitori che preferiscono far far altri sport alle proprie figlie. Inoltre bisogna creare degli input per far si che questo accada. Il calcio femminile ha ampi margini di crescita”.

Secondo la Guarino non è detto che le squadri femminili devono essere allenate esclusivamente da donne, bisogna aver le competenze giuste per allenare. A fine conferenze, prima di passare al metodo di allenamento, l’allenatrice torinese ha parlato anche di alcune giocatrici che ha avuto modo di allenare quest’anno come Bonansea, Salvai, Cernoia e la stessa Rosucci.

L’idea di gioco di Rita Guarino è molto semplice. Preferisce un gioco organizzato che dia ampi spazi di gioco e tutte le dinamiche che seguono. Infatti, nella parte teorica svoltasi sul campo del Terzo Tempo, struttura salernitana che ha ospitato il convegno, l’allenatrice ha mostrato vari tipi di allenamenti. Per lei è importante che ogni settore giovanile segui la stessa linea della prima squadra in modo d’andare a pari passi.

In conclusione Guarino ha anche commentato la sua prima stagione alla Juventus definendo questo primo Scudetto conquistato d’allenatrice ed ora si appresta ad iniziare la nuova stagione con stimoli diversi, dove non bisogna iniziare ad amalgamare un gruppo creato da zero, ma bisogna andare a lavorare sugli errori commessi durante la stagione appena conclusasi e non vede l’ora di confrontarsi in Champions League con le bianconere.

Chi ha assistito al convegno ha potuto constatare quanto amore e passioni ci mette Rita Guarino in quello che fa e noi con lei ci siamo appassionati ancora di più in uno sport che ormai sta diventando qualcosa di straordinario.

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