La Polisportiva Succivo inaugura il progetto 2026/2027 con un rinnovato assetto tecnico e dirigenziale, puntando su competenza, valorizzazione dei giovani e forte radicamento nel territorio. Dalle parole degli intervistati emerge un’unica linea guida: costruire una società solida, capace di accompagnare la crescita dei propri atleti dentro e fuori dal campo.
Di seguito l’estratto che completa la lunga chiacchierata avuta con il direttore Ivan Ianniello, mister Domenico Coppola, il capitano Emanuele Conte e il preparatore atletico Antonio Di Santillo a cui si aggiungono quelle del presidente Aniello Di Marsilio e del vicepresidente Gabriele Luongo che si possono leggere sull’ultima edizione del nostro settimanale scaricabile gratuitamente al seguente link EDICOLA CORRIERE
Ivan Ianniello, il territorio al centro del progetto
Direttore Ivan Ianniello, il suo percorso da calciatore e, successivamente, da dirigente nel settore giovanile le ha permesso di conoscere da vicino il calcio del territorio. Quale sarà il valore aggiunto che porterà alla Polisportiva Succivo?
Il valore aggiunto sarà sicuramente quello di lavorare con dedizione e cuore.
La mia esperienza da calciatore e da dirigente nel settore SGS mi hanno aiutato tanto,
iniziando dai molti insegnamenti di vita, percepiti ed incamerati, ricevuti dai miei ex allenatori, mentre la mia esperienza da dirigente SGS mi ha portato conoscenze, sia nell’ambito di metodologia ed innovazione, sia sulla sfera organizzativa.
Per questo vorrei ringraziare delle persone che mi hanno aiutato e forgiato in questa mia esperienza, senza il loro contributo non sarei riuscito a realizzarmi, come V. Sarnataro mio mentore ,A. Di Marsilio S. Pisani, F. Belardo, C. Tessitore, A. Marsilio , M. Santillo e tutti gli amici come F. Belardo , S. Galante e la Signora C. Morante.
Ma vorrei ringraziare soprattutto Dio per questa nuova avventura, e i Bambini che con il loro sorriso mi hanno aiutato in questa riuscita. Senza il loro supporto sarebbe stata dura.
Tra gli obiettivi dichiarati dalla società c’è quello di creare un collegamento sempre più forte tra prima squadra e settore giovanile. Come intende costruire questo percorso e quali saranno le sue priorità?
Si, confermo, l’obbiettivo è quello di creare una forte sinergia tra le giovanili e la prima squadra. Quello che cercheremo di costruire sarà un academy dove si inizia a 6 anni e si può continuare a vestire i colori del proprio paese fino in età adulta.
Cosi facendo si crea una continuità sportiva, Fondamentale per una maturità sportiva e personale, dove non necessariamente arrivati a 18 anni si va via e si abbandona il sogno di giocare, anzi il nostro auspicio è quello di formare nuovi talenti e lanciarli in società ambite, ma anche continuare a divertirsi rimanendo a casa.
La Polisportiva Succivo punta anche a rafforzare il rapporto con istituzioni, scuole e realtà sportive locali. Quanto è importante fare rete per la crescita di una società dilettantistica e quali iniziative immagina di mettere in campo?
Ci sono delle iniziative che bollono in pentola e non poche, ma che attualmente non posso descrivere, sia per questione sia di maturità del progetto, sia perché si rovinerebbe la sorpresa.
Abbiamo sempre avuto supporto totale dalle istituzioni, dal Sindaco S. Papa, che colgo l’occasione di salutare, primo tifoso, e da tutta la giunta comunale, dalle scuole e realtà sportive locali dove il fine unico e di tutti, è sempre stato l’atleta al centro del progetto. Ripeto e sottolineo che è basilare e fondamentale il rafforzamento del rapporto.
La stagione 2026/2027 si apre con un progetto ambizioso. Quali saranno gli obiettivi, sia sportivi che organizzativi, che ritiene fondamentali per far compiere un ulteriore salto di qualità alla Polisportiva Succivo?
Gli obbiettivi sportivi sono ancora in fase di evoluzione, quelli organizzativi sono creare una struttura coperta in tutti i ruoli, tali da portare sicurezza, sinergia e collaborazione.
Un corpo unico formato da tante membra che sinuosamente lavorano per lo stesso fine.
Sia per la sfera sportiva che organizzativa il nostro auspicio e creare asset positivo e quantizzabile in ogni sfaccettatura possibile.
Quindi di conseguenza un salto di qualità della Polisportiva Succivo.
Mister Coppola: “Proverò a rendere partecipi tutti gli elementi della rosa a disposizione”
La società ha puntato su un allenatore giovane, preparato e con una forte identità tecnica. Che tipo di calcio vuole vedere in campo con la sua Polisportiva Succivo e quanto sarà centrale la crescita e la valorizzazione dei calciatori all’interno del suo progetto?
Partiamo dal presupposto che non esiste una “Bibbia” nel calcio, altrimenti basterebbe seguirla per vincere sempre! Io, che ho lavorato tanto con i giovani, credo che a loro piaccia avere il pallone tra i piedi più che rincorrerlo o difendersi e ripartire.
Almeno, è anche quello che il calcio di alto livello in Europa ci sta mostrando: squadre giovani che tentano di dominare la partita con una riaggressione immediata palla persa. Vorrei provare a fare proprio questo.
Poi i moduli, esistono solo sulla carta; sono le caratteristiche dei calciatori a fare la differenza sulle disposizioni in campo a seconda delle situazioni.
Proverò a rendere partecipi tutti gli elementi della rosa a disposizione, poiché da tutti mi aspetto il massimo e cercherò di esaltare le qualità di ognuno.
La Polisportiva Succivo vuole dare continuità a un percorso di crescita costruendo una squadra ambiziosa e competitiva. Quali obiettivi si pone per la stagione 2026/2027 e quale messaggio desidera rivolgere ai tifosi che seguiranno la squadra in questa nuova avventura?
Per quanto riguarda gli obiettivi, proveremo a mettere in difficoltà chiunque e alla fine guarderemo la classifica. Questa squadra avrà tre diritti e un dovere: avrà il diritto di vincere, di pareggiare e di perdere, ma avrà il dovere di “non mollare mai”.
Ai tifosi chiedo di sostenere questi ragazzi e questa società, perché solo uniti possiamo raggiungere traguardi importanti! Ci saranno momenti difficili, ma è proprio lì che le grandi tifoserie fanno la differenza, sostenendo con ancora più forza i colori della squadra.
Il capitano storico Emanuele Conte: “Poche parole, molti fatti”
Emanuele Conte, capitano storico, nelle ultime stagioni sei stato il punto di riferimento della squadra, dentro e fuori dal campo. Cosa significa per te indossare la fascia di capitano della Polisportiva Succivo e come sei riuscito a trasmettere al gruppo i valori del sacrificio e del senso di appartenenza?
Ne approfitto di questa intervista per ringraziare il nostro direttore sportivo Ivan Ianniello che ha portato una ventata di gioia e di novità in casa Succivo.
Poi vorrei ringraziare chi ha permesso che ancora potessi indossare questa maglia dal valore unico per me, il presidente Aniello di Marsilio e il Vice Presidente Gabriele Luongo, infatti proprio A Succivo ho iniziato a muovere i miei primi passi da calciatore nel lontano 199.
Questa fascia per me è motivo di vanto, prima di me questa fascia l’hanno indossata calciatori di enorme spessore dagli anni 90 al 2000, ne cito giusto qualcuno che ancora oggi i tifosi succivesi ricordano con tanto amore: Salvatore Papa, Matteo Muscariello, Capasso Raffaele, per tutti Lellone, e in fine colui che mi ha preceduto, il beniamino della tifoseria, il grande Pasquale Conte.
Per quanto riguarda i ragazzi devo dire di non aver detto tanto, alle parole preferisco fatti, essere davanti a tutti a tirare la carretta in modo tale che anche il più piccolo possa capire che dai sacrifici e l’impegno nascono le vittorie.
La Polisportiva Succivo sta costruendo un progetto ambizioso. Da capitano, quale messaggio vuoi lanciare ai tifosi e ai giovani che sognano un giorno di indossare questa maglia?
Colgo, infine, l’occasione per ringraziare i nostri tifosi che sono stati sempre al nostro fianco in casa e in trasferta, e al popolo Succivese dico di venire in massa quest’anno perché la società sta allestendo una squadra forte fatta di veri uomini, e di grande prospettiva quindi ci sarà da divertirsi…
Il preparatore atletico Aniello Di Santillo guarda al miglioramento generale del team
Nel calcio dilettantistico è fondamentale trovare il giusto equilibrio tra intensità degli allenamenti e recupero. Qual è il tuo metodo di lavoro e come gestisci le diverse esigenze dei giocatori nel corso della stagione?
Essere laureato in Scienze Motorie, Personal Trainer e Preparatore Atletico mi ha insegnato che la scienza è fondamentale, ma da sola non basta. Dietro ogni atleta c’è una persona, con la propria storia, il proprio lavoro, gli impegni quotidiani e le proprie difficoltà.
Per questo il mio metodo parte sempre dall’ascolto. Nel calcio dilettantistico è indispensabile trovare il giusto equilibrio tra carico di lavoro e recupero. Programmare significa conoscere i propri giocatori, monitorarne costantemente la condizione fisica e adattare gli allenamenti alle esigenze della squadra e del singolo atleta.
Credo fortemente nella personalizzazione del lavoro, perché nessun calciatore è uguale ad un altro. L’obiettivo non è soltanto migliorare la prestazione, ma far sì che ogni ragazzo possa affrontare la stagione nel migliore dei modi, riducendo il rischio di infortuni e garantendo continuità.
Per me il preparatore atletico non è soltanto colui che organizza gli allenamenti: è una figura che accompagna, sostiene e motiva il gruppo. Quando si crea fiducia tra staff e giocatori, il sacrificio diventa condivisione e i risultati arrivano come naturale conseguenza del lavoro svolto insieme.
Guardando al futuro, quali sono gli aspetti atletici su cui la Polisportiva Succivo può ancora crescere e quale messaggio vuoi lasciare ai ragazzi che desiderano migliorarsi ogni giorno attraverso il lavoro e la disciplina?
La Polisportiva Succivo è una società che rappresenta una vera e propria storia gloriosa del calcio dilettantistico del nostro territorio. Indossare questi colori significa sentire il peso di una tradizione importante, costruita negli anni da dirigenti, tecnici, calciatori e tifosi che hanno sempre creduto nei valori autentici dello sport.
Per questo sento tutta la responsabilità di questo incarico. Tornare qui significa ritrovare una famiglia sportiva che conosco e alla quale sono profondamente legato. Il mio desiderio è mettere tutta la mia esperienza, la mia professionalità e la mia passione al servizio della squadra, contribuendo alla crescita della società e dei ragazzi che ne fanno parte.
Credo che il futuro passi attraverso la cura dei dettagli, la programmazione e una cultura del lavoro sempre più moderna. Ogni allenamento deve essere vissuto come un’opportunità per migliorare, non soltanto come atleta ma soprattutto come uomo.
Ai giovani voglio lasciare un messaggio semplice, ma nel quale credo profondamente: il talento può aprirti una porta, ma è la disciplina che ti permette di attraversarla. Nessuno raggiunge grandi traguardi senza sacrificio, costanza e umiltà.
Le vittorie regalano emozioni, ma è il percorso che costruisce il carattere. Se ogni giorno sarete disposti a dare qualcosa in più rispetto al giorno precedente, allora avrete già iniziato a vincere, indipendentemente dal risultato finale.
Perché il calcio, prima ancora di essere uno sport, è una straordinaria scuola di vita.
