La Regione Campania dimentica lo sport nel “Piano per l’Emergenza Socio-Economica”.

Parole della Regione

Il Presidente Vincenzo De Luca – con il contributo delle proposte pervenute da istituzioni locali, gruppi politici, organizzazioni sociali, sindacali e imprenditoriali, istituzioni bancarie, il volontariato e le organizzazioni religiose – ha definito il Piano Socio Economico della Regione Campania contro la crisi, stanziando oltre 604 milioni.

Questo è quanto si legge sul sito ufficiale della Regione. Una dimenticanza dunque, non solo della massima istituzione territoriale, ma anche di tutti gli altri attori della politica regionale. O quantomeno della maggioranza di loro, vistoche se anche qualcuno ci avesse pensato non è stato preso in considerazione.

Nel piano del governo regionale c’è spazio praticamente per tutti. Questi i principali provvedimenti adottati dalla governance di De Luca.

  1. Contributo alle famiglie con disabili
  2. Pensioni al minimo portate a 1.000 euro per due mesi
  3. Contributo di 2.000 euro alle imprese commerciali, artigiane e industriali
  4. Bonus a professionisti e lavoratori autonomi
  5. Bonus alle aziende agricole e delle pesca
  6. 30 milioni per il comparto del turismo

La risposta del CONI

Ci viene da pensare che realmente solo lo sport sia stato escluso da tale provvedimento. Così il CONI Campania ha pensato bene di scrivere una lettera al Governatore De Luca, chiedendogli maggiore “attenzione” in un eventuale prossimo intervento economico da parte della Regione.

Ecco la lettera del Presidente del Comitato Regionale Campania del CONI, il Prof. Sergio Roncelli.

Che fine faremo?

La domanda è provocatoria, ma non del tutto. Le associazioni sportive in generale, ma soprattutto quelle che operano nel mondo giovanile sono praticamente chiuse all’angolo. La crisi economica continua a colpire, senza alcuna possibilità di schivare i colpi. Si rischia che in molti a settembre dovranno gettare la spugna e chiudere le porte ad un’azione sociale che si attesta tra quelle primarie. Lo sport è salute, aggregazione, socializzazione. Lo stato italiano e tutte le sue componenti amministrative stanno mettendo in secondo piano l’importanza dello sport.

Pensiamo al contesto delle società dilettantistiche e soprattutto alle scuole calcio, molte delle quali avranno grandi difficoltà a ripartire, a recuperare fitti di strutture private che continuano a chiedere il rispetto dei contratti firmati. Anche in questa situazione d’emergenza.

La governance del calcio dilettantistico sta facendo molto per farsi trovare vicina alle società, ora però, c’è bisogno di sostegno alle società da parte dello stato. Giocare a calcio, o a qualsiasi altro sport, in questo momento non è importante, ma è importante far sì che la ripresa non ci faccia scoprire troppi “cadaveri” per strada.

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