Dopo la sonora debacle contro la Norvegia nelle qualificazioni al Mondiale 2026 e l’esonero di Luciano Spalletti dalla panchina dell’Italia urge trovare subito un sostituto.
Gabriele Gravina aveva individuato in Claudio Ranieri il profilo ideale per raccogliere l’eredità, forte della sua esperienza e del rispetto trasversale nel mondo del calcio. Ma l’ex allenatore di Roma e Leicester ha declinato l’offerta, decidendo di restare nel suo attuale ruolo da consulente tecnico della proprietà giallorossa, rinunciando al doppio incarico.
Panchina Italia: Pioli in pole
Dopo il no di Ranieri, Stefano Pioli è tornato prepotentemente in corsa per la panchina dell’Italia.
Il tecnico parmense, reduce dall’esperienza con l’Al-Nassr, è sempre stato considerato una valida alternativa in orbita Nazionale, anche prima dell’arrivo di Spalletti. La FIGC, secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, sarebbe pronta a sondare concretamente la sua disponibilità.
La Fiorentina aveva avviato contatti per affidargli la guida tecnica del dopo-Palladino, ma una chiamata da Coverciano potrebbe cambiare tutto. Per Pioli sarebbe la prima esperienza in azzurro, un’occasione di rilancio dopo la conclusione del ciclo milanista e l’esperienza araba.
Come cambierebbe il modulo?
Se Stefano Pioli dovesse accettare l’incarico, è lecito aspettarsi anche un cambiamento tattico rispetto all’impostazione di Spalletti.
L’ex tecnico del Milan è legato al 4-2-3-1, modulo che ha adottato con successo durante lo Scudetto 2021-22. Addio, quindi, alla difesa a tre che aveva caratterizzato la breve gestione Spalletti.
Al centro del progetto tornerebbe la figura del trequartista, fondamentale nelle idee di Pioli per collegare centrocampo e attacco. L’Italia potrebbe così ritrovare un’identità più lineare, basata su compattezza e verticalità.
