Palo maledetto, poi la beffa: Savoia fuori dalla Coppa Italia

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All’ultimo rigore, nella porta in cui il Savoia riesce a colpire anche due pali. Esce così il Savoia dalla coppa Italia ad opera di un Fasano che vince 4-3 ai penalty dopo lo 0-0 ai regolamentari. Fuori tra gli applausi gli oplontini, che pagano gli errori dal dischetto di Poziello, Cerone e Dionisi. Non bastano 5 limpide palle gol a 0 per portare a casa la qualificazione agli uomini di Parlato, sempre padroni del match se non nel finale della prima frazione in cui è regnato un po’ di equilibrio.

Una sfida infinita anche ai tiri di rigore, che si decidono a oltranza. Fasano subito avanti ai rigori, con Gomes. Poziello colpisce il palo. Diaz e Scalzone segnano, Titarelli calcia a lato e il Savoia si riporta in parità con Diakite nella sua trasformazione da brivido. Corvino e Giunta non sbagliano, poi Coppola si supera all’ultimo rigore su Ganci volando alla sua sinistra, ma Cerone non ne approfitta. Gonzalez segna e Dionisi calcia a lato. Il Savoia è eliminato.

La partita

Parlato e Laterza bandiscono il turn over dimostrando grande attenzione per la manifestazione tricolore.

Il Fasano presidia le fasce e al centro si aprono varchi nei quali Osuji prova a inserirsi , ma è bravo Suma in due occasioni, chiudendo anche su Cerone successivamente. Il nigeriano ha praterie ma poca freddezza negli ultimi 16 metri, facendosi recuperare in extremis al momento del tiro anche in un’altra occasione. Savoia padrone del campo, con Oyewale che trova Scalzone a centro area abile a toccare di fino costringendo ancora Suma all’intervento. Il Fasano inizia a prendere le misure, ma è sempre la squadra di Parlato a comandare il gioco, con i bianchi costretti a cambiare sostanzialmente la mediana per l’infortunio di Gatto sostituito da Giunta. La squadra perde l’uomo che dovrebbe impostare la manovra e a tratti ne soffre. Il Savoia è in campo con il 3-4-1-2, ma giocando a distanza di tre giorni dal big match vinto a Palermo non può permettersi che sia Cerone che Scalzone non partecipino alla fase difensiva. I pugliesi guadagnano spazio e delle punizioni interessati, una delle quali provoca l’ammonizione a Poziello e un brivido per la parabola di Cochis controllata da Coppola. 

Sullo 0-0 all’intervallo, il Savoia rientra in campo riproponendo la stessa disposizione tattica fino al 6’, quando Parlato si affida all’artiglieria pesante. Cerone alle spalle di Scalzone e Diakite entrato al posto di Osuji. I bianchi così si ritrovano padroni del campo di nuovo, con Cerone libero di navigare a vista tra le linee. L’occasione più clamorosa arriva quando Poziello ottiene una respinta corta di Suma, ma il tap-in di Rondinella, disturbato, da tre metri finisce a lato. A furia di riprovare, finalmente Cerone trova Scalzone libero in area ma la conclusione al volo sbatte sul palo. Per bellezza nell’esecuzione e nella preparazione avrebbe meritato maggior fortuna. L’attaccante oplontino si intestardisce, cerca il gol che deciderebbe la partita con insistenza. Parlato in panchina accompagna i movimenti dei suoi macinando chilometri nella sua area tecnica.

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