di Francesco Camerlingo

Una frattura evidente è quello che più traspare in questo scenario davvero inedito. Troppi nodi da sciogliere e nessuna risposta sul campo, almeno fin ora-eccezion fatta per l’impresa di Anfield- e i tifosi attendono. Tutto troppo pesante, c’è incredulità sia tra le fila della critica sportiva che sul fronte supporter appunto. Analizziamo la questione occhiutamente.

Napoli-Bologna: senza andar troppo retroattivamente, era la gara chiave per i tre punti e per dar contezza delle volontà della squadra dapprima ai tifosi, e invece ennesimo passo falso, contro una squadra, quella bolognese, che porta via il bottino pieno con il minimo sforzo. Troppo difficile da digerire.

Le parole di Ancelotti nel post-gara: “Serve un confronto con il gruppo, anche loro devono prendersi un pizzico di responsabilità, non deve esser solo uno a pagare”. Parole importanti che lasci spazio ad una solo interpretazione: è evidente che non c’è nessuna sintonia.

Il faccia a faccia di Castelvolturno: lunedì mattina è stata l’occasione per capirsi, per tentare di intraprendere la strada della ‘terapia’ per questo Napoli brutto e svogliato. “Ci alleniamo poco”, la dichiarazione dei calciatori alla quale ha risposto con la parola ‘ritiro’ Carlo Ancelotti. Da lì si è aperto l’ennesimo conclave dei giocatori con il mister lontano oramai dal campo di allenamento: “Cosa facciamo, siamo tutti d’accordo?”…non proprio tutti hanno dato assenso, e allora? A.A.A cercasi unità di intenti!

Le domande sono inflazionate e non ottengono almeno ad oggi risposte giuste. Servirà mai un ritiro non voluto da tutti a riparare una stagione che si avvia verso il fallimento? Ognuno tragga le sue conclusioni…

 

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