Di Luigi Capasso

Una vicenda destinata a non finire se non nelle sedi giudiziarie. Il Napoli lo aveva annunciato con un comunicato e così sarà. E il caso dell’ammutinamento dei calciatori farà giurisprudenza, perché mai fino ad ora si era arrivati a tanto per una vicenda simile. 

Da Los Angeles, Aurelio De Laurentiis studia come riparare al danno di immagine ricevuto. Il patron si appellerà, per prima cosa, all’articolo 11 del contratto collettivo dei calciatori per comminare delle multe ai rivoltosi. Tutti. Una parte di contratto che tra le parti, azienda e lavoratore, ovvero società e calciatore, che è obbligatorio sottoscrivere. Poi tra le oltre 100 pagine dei suoi accordi con ogni singolo calciatore, con contratti mutuati in parte dal cinema, cercherà i punti da contestare agli atleti.

Quando la società Napoli, insomma, disse che avrebbe fatto valere i suoi diritti nelle sedi giudiziarie più opportune non scherzava. Anzi.

E i primi passi stanno per muoversi. L’ammutinamento sarà punito con una multa. I calciatori, a loro volta, probabilmente si appelleranno dicendo che il ritiro, essendo straordinario, andava comunicato in forma scritta. Sarà il terreno del primo scontro.

Poi, una volta ottenuta la possibilità di adire vie legali, il Napoli si muoverà per la sua strada. Deve essere la Figc ad autorizzare il club partenopeo a citare in giudizio i calciatori per la violazione del contratto. Dalla Federazione bisognerà autorizzare il Napoli a non rispettare la clausola compromissoria. Tecnicamente una formalità per la giustizia sportiva, anche perché elementi per un giudizio in sede sportiva non sussistono. Dal punto di vista giuridico, però, il Napoli trascinerà in Tribunale i calciatori per l’aver arrecato alla società un danno di immagine. Secondo fonti interne, la società ha anche raccolto tutti gli articoli di stampa che collegano le rapine (quella a Zielinski è un episodio di criminalità non affatto riconducibile a rappresaglie) all’ammutinamento. Lo ha fatto perché potrebbe avere difficoltà in fase di calciomercato e ciò sarebbe un danno notevole, non sono per l’immagine, ma nella sostanza che andrebbe ad incidere nel valore del club. 

Non si ferma, quindi, il lavoro dei legali di Aurelio De Laurentiis. Ci sarà l’epurazione dei senatori, ma intanto bisogna portare al termine la stagione cercando di salvare il salvabile. Ad Ancelotti sono state consegnate le chiavi di un’auto che sbanda. De Laurentiis, dall’allenatore, si aspettava che annullasse l’ammutinamento. Invece, nulla. Il resto è tutto opinabile, risultati a parte, perché sistema di gioco, prestazioni e rendimento sono argomenti sui quali si può discutere per ore. Ma sono ore che il Napoli non perde a discutere. Tutti muti. Si parlerà nelle sedi opportune, mentre i legali sviscerano cavillo per cavillo i contratti. Stavolta niente sconti, i panni sporchi non sono stati lavati in famiglia e Aurelio De Laurentiis da un altro continente farà arrivare la sua risposta.

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