NAPOLI. La stagione 2018/2019 del Napoli si è chiusa tra gioie e dolori, e tra sogni infranti e piccole soddisfazioni realizzate. In fin dei conti il primo anno di Re Carlo Ancelotti si chiude con un bilancio positivo, con la conquista del secondo posto e quindi della qualificazione alla  Champions League.

Tuttavia per i tifosi alla ricerca in ogni annata, di un qualche trofeo da festeggiare, forse anche questo campionato potrebbe essere descritto con la scena della storica clip musicale dei Green Day “Boulevard of broken dreams”, dove il frontman del gruppo, Billie Joe Amstrong, cammina in una via buia che rappresentano i suoi sogni infranti.

Abbiamo parlato del Napoli a 360° con il giornalista sportivo Giovanni Scotto, redattore del Roma, e collaboratore di TV Luna, che segue da sempre  le vicende azzurre, in ogni stagione. Ai nostri microfoni Scotto ci offre la sua visione anche del Napoli dell’imminente futuro.
Giovanni ti chiedo una tua breve analisi sulla stagione azzurra 2019/2020 e sopratutto cosa ci si può aspettare da questo secondo anno Ancelotti.
La stagione azzurra, tutto sommato, è stata positiva anche se non esaltante. Il Napoli ha fatto quello che voleva, quindi arrivare secondo, riconquistando il piazzamento dello scorso anno, facendo una bella figura in Europa, sopratutto in Champions, uscendo dalla fase a  gironi,  solo per via della differenza reti, eliminato dal Liverpool. In Europa League, è stato sconfitto dalla finalista della competizione. Il Napoli giunge ad una piena sufficienza, nel dettaglio forse gli unici aspetti da evidenziare in maniera negativa sono  l’atteggiamento con cui gli azzurri hanno affrontato le due gare contro l’Arsenal, e anche in campionato si poteva fare un pò meglio, sopratutto in zona gol. Per il futuro, ci si aspetta un miglioramento, con un Napoli che possa essere più incisivo nelle partite che contano e quindi nei big match sia in campionato, che in Coppa Italia,  che in Europa. Ad esempio grande delusione c’è stata proprio nella gara di Coppa Italia, contro il Milan, nella quale il Napoli non è stato per niente padrone di se stesso. Bisogna fare un salto di qualità, per provare a vincere qualcosa, magari proprio la Coppa Italia. Quindi bisogna sistemare le cose che non tanto hanno convinto in questa stagione appena conclusa
Quindi sei d’accordo con l’affermazione che il Napoli di quest’anno è stato poco “europeista”?
Si e no: ripeto nella Champions il Napoli è stato poco fortunato nei sorteggi, prendendo quel Liverpool, vincitore finale, che era la squadra più forte della terza fascia, così come il PSG, una vera e propria corazzata. Nella fase a gironi il Napoli si è comportato bene, in particolare nei due match contro i parigini, ma anche contro lo stesso Liverpool, e meritava il passaggio del turno, anche se non ci è poi riuscito. Uscendo comunque a testa alta dalla competizione. In effetti in Europa League, invece, con Salisburgo non fece bene, la brutta sconfitta del ritorno ha sicuramente ha lasciato qualche traccia negativa nella squadra, e con l’Arsenal gli azzurri non sono riusciti a fargli nemmeno un gol. Quindi si il Napoli di sicuro è stato poco “europeista” in quei quarti di Europa League, lì la squadra di Ancelotti è venuta un pò meno e ha deluso. Come è poi successo contro il Milan, dove il Napoli è stato eliminato con merito, da una squadra sicuramente inferiore
Passando al mercato che si è aperto, con qualche colpo sferrato, cosa ti aspetti quest’anno? Che ci sia quel grande nome che è mancato nella scorsa stagione? Oppure continuerà la politica di De Laurentis, di puntare sui giovani, e poi magari di rivenderli una volta “cresciuti” a prezzi stratosferici? 
Sicuramente il Napoli non andrà a prendere i top players, non si rovinerà,  prendendo giocatori anziani, con ingaggi alti per tenerli solo un paio di anni. La politica resta quella dei giovani o di calciatori emergenti meno giovani che con la maglia del Napoli, possono diventare dei top player o quasi. Che poi vadano via, per me non è una strategia societaria, il Napoli non vende ogni anno. Vende qualcuno o alla fine del suo ciclo o quando chiede di andar via. Di fatti per esempio Cavani, Higuain, Lavezzi, Quagliarella, sono stati venduti perchè sono stati gli stessi calciatori a chiederlo alla società, e a quel punto il Napoli ha cercato di guadagnarci quanto più possibile. Queste clausole introdotte da De Laurentis, a mio avviso, non fanno una buona pubblicità alla società, alla squadra, perchè danno un pò l’idea di cartellini di vendita messi sui calciatori, però il Napoli non compra per poi vendere, non è una società che ogni anno smantella, cedendo i pezzi migliori. Le cessioni del Napoli, sono inferiori rispetto agli arrivi. Però è anche vero che si va avanti su questa strada, senza fare regali ai tifosi, senza farli sognare, tutto  questo può portare alla lunga, alla disaffezione dei tifosi allo stadio, cosa che abbiamo visto anche quest’anno, con il “San Paolo” un pò vuoto. Basterebbe un campione per riportare l’entusiasmo e i tifosi allo stadio. Se questo accadrà nella prossima sessione di mercato, già aperta, questo non lo so, lo spero, e credo che Ancelotti abbia chiesto almeno un calciatore importante, di qualità, di personalità, con esperienza internazionale. E credo che Ancelotti tenga ad un acquisto del genere, e penso che il tecnico abbia anche una certa influenza su De Laurentis. Quindi io mi aspetto un colpo importante da questo mercato, anche se non so quanto sarà importante, vedremo. Nel frattempo il Napoli ha preso questo Di Lorenzo, anche lui giocatore emergente, sconosciuto, e rientra nel discorso che abbiamo fatto prima, però bisogna essere onesti ed intelligenti e questo neo acquisto è stato tra i migliori terzini della serie A, come rendimento, come contributo in zona gol, assist, ha segnato anche al Napoli. Se il la società azzurra voleva un terzino destro da prendere in Italia, probabilmente, Di Lorenzo, dati alla mano, era la scelta migliore. Se pensiamo che la Juve vuole vendere il tanto pubblicizzato Cancelo, che ha fatto una stagione anonima, la si capisce come il nome conti poco o come sia valevole fino ad un certo punto
In questi giorni non si fa altro che parlare di Sarri alla Juve, molti vedono questa eventuale scelta dell’ex tecnico del Napoli come un tradimento. In realtà non si può parlare di tradimento perchè Sarri fa l’allenatore di mestiere, è un professionista, e se gli giunge la famosa telefonata da un top club come la Juventus, non c’è nulla di male nell’accettare.
Sicuramente non vedo perchè Sarri debba rifiutare la Juve, un allenatore che fino a pochi anni fa era in serie C, sognava di giorno e di notte di poter allenare una grande squadra. Sul discorso tradimento è sempre molto difficile mettere d’accordo tutti, ma a me non sembra che Sarri abbia detto che non sarebbe mai andato alla Juve, non l’ho mai sentito dire “io odio la Juve, non ci andrò mai”. Poi Sarri non è mai stato legato a vita a dei colori, come ad esempio Totti, De Rossi, che non li avremo mai visti alla Lazio, ma questi sono casi particolari. E Sarri non rientra in questa casistica. E’ vero che è sempre stato un allenatore pungente nei confronti della Juve, del sistema, criticandoli anche un pò, però credo che per lui è un orgoglio essere contattato dal club bianconero, nonostante la poca simpatica che Sarri nutriva verso di loro. Invece la Juve lo ha osservato, erano forse invidiosi del bel gioco, che Sarri faceva a Napoli. Credo sia una grande opportunità per lui, è un motivo d’orgoglio. Lui ha sempre detto di volersi arricchire, e questa è una super occasione. I tifosi del Napoli, magari ci restano male, ma devono rispettare questa scelta dell’ex tecnico toscano. Magari Sarri sarà in grado di rieducare un pò quell’ambiente che riesce a vincere anche attraverso  episodi frutto di presunti errori arbitrali, ed invece sarebbe bello vedere la Juve vincere con i propri mezzi, grazie alla propria bravura, e a bel calcio esposto in campo. Quindi Sarri potrebbe portare delle modifiche interessanti, in quella cultura del vincere a tutti i costi. Sarri fino ad un mese fa era considerato un perdente di successo, adesso la scena è cambiata, e onestamente sarei curioso di vedere come se la caverebbe alla Juve
Finalmente al “San Paolo” grazie alle Universiadi, è stato effettuato un piccolo restyling, il massimo partenopeo del calcio resterà a Fuorigrotta, o sono vere le voci di una decentralizzazione dello stadio, e della nascita, di una cittadella azzurra?
Non si può criticare De Laurentis sulla gestione sportiva, perchè i buoni risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma dal punto di vista della gestione societaria, purtroppo le critiche le merita. Il Napoli non ha una struttura di proprietà nemmeno a livello giovanile, nemmeno la sede di Castelvolturno è di sua proprietà. Quindi alla luce di tutto questo, non credo arriveranno degli investimenti importanti che potrebbero permettere la nascita di una cittadella azzurra. Adesso il “San Paolo” grazie alle Universiadi, è stato rimesso un pò a nuovo, mi auguro che ci sarà una ripulita sia fuori che dentro, perchè è uno stadio che è stato abbandonato per anni ed è un pò sporco e brutto da vedere. Mi auguro che sia rimesso a nuovo ancora di più, i primi risultati sono già visibili. Quindi Napoli ha questo stadio rinnovato grazie ai fondi europei e alle Universiadi. De Laurentis ha investito poco o nulla nell’impianto di Fuorigrotta, magari qualcosa in più adesso potrebbe farlo, approfittando di uno stadio che  sta molto meglio. Potrebbe completare l’opera, anche se sappiamo che non lo farà mai, per i vari motivi che già conosciamo. Accontentiamoci del regalo che ci è stato fatto dalle Universiadi
In chiusura, Giovanni il tuo augurio per la stagione 2019/2020 al Napoli, una squadra che nonostante faccia bene,  purtroppo, poco o nulla vince
Al di là di vincere, può essere una bellissima stagione anche se si conquista una finale.  Al Napoli faccio un in bocca al lupo per la prossima stagione e l’augurio è quello che il pubblico  possa avvicinarsi allo stadio, i bambini ai calciatori, e quindi in generale un riavvicinamento tra squadra e pubblico, magari con qualche allenamento al “San Paolo” aperto a tutti, o con qualche evento che possa accorciare le distanze. Oggi c’è un certo distacco tra squadra e tifosi, questa è una cosa di cui De Laurentis è a conoscenza. Magari un acquisto importante anche di un “campioncino” potrebbe scatenare l’entusiasmo nella tifoseria che adesso sembra sopito. Naturalmente ad Ancelotti e ai calciatori è affidato il compito di far divertire il pubblico, perchè i napoletani vogliono semplicemente divertirsi, poi se si vince tanto meglio

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