Di Luigi Capasso

Sta accadendo di tutto nel lunedì nero degli allenatori. Dalla serie A ai Dilettanti è un’ecatombe. Non solo di esoneri, ma di accuse superficiali e basate su veri e propri preconcetti. Un fenomeno, purtroppo, che viene ampliato dai social network. Perché in Italia si sa, siamo tutti commissari tecnici. Però nessuno si chiede cosa accade quando un allenatore deve preparare la partita, scegliere la formazione, parlare alla squadra, gestire il gruppo e poi provare a vincere. 

I professionisti che non aspettano

Allora capita che nella notte Corini salti a Brescia. E’ a un punto dalla zona salvezza ma deve andarsene a casa. 

A Napoli, invece, viene fuori l’hashtag “Ancelottiout”, un meschinissimo modo di criticare il tecnico dopo il ko con la Roma. Ancelotti ha fatto i suoi errori, ma il Napoli non ha ancora fallito. Rischia di farlo, ma intanto si gioca alla pari la qualificazione agli ottavi di Champions e si trova a 3 punti quarto posto, l’ultimo utile oggi occupato dalla rivelazione Cagliari.

In serie C, Campilongo e Capuano subentrati nella confusione più totale alla Cavese e all’Avellino sembra già che non possano permettersi passi falsi. 

Ma tra i Dilettanti è peggio

Il culmine, però, lo si sta raggiungendo al Savoia e alla Gelbison in serie D. Partiamo da quest’ultima. A Vallo della Lucania Alessio Martino, giovane allenatore che fa giocare benissimo i rossoblù ma che non ha un attaccante cinico che sfrutti tutto il lavoro della squadra, si è ritrovato esonerato. Da rivelazione, l’ex allenatore dell’Eclanese, è passato a capro espiatorio per la mancanza dei gol.

Per non parlare di Carmine Parlato al Savoia. Nonostante i tre pareggi consecutivi, le statistiche parlano chiaro: ha una media di 2 punti a partita tra campionato e coppa Italia. Se non ci fosse il Palermo versione 30 e lode parleremmo di un Savoia in lotta per la promozione. Eppure, il tecnico è finito nel mirino pur avendo gestito la media di 4 titolari assenti a partita, tra i quali la ‘mente’ Luciani, l’uomo che dovrebbe dettare i tempi alla manovra. Purtroppo Parlato non ha abituato chi lo critica a telefonate amichevoli, sfoghi contro la società e comportamenti ambigui. Parlato è uno che lavora e che difende il gruppo. Non dà in pasto alla stampa i suoi calciatori neanche dopo errori madornali e se un attaccante sbaglia a un metro dalla porta dice che la responsabilità è sua. Un signore del calcio, di quelli che andrebbero imitati. Invece, viene contestato e dopo aver perso una sola partita sulle 13 disputate dagli oplontini, è finito sulla graticola. Cerone dovette difenderlo a spada tratta in conferenza dopo la vittoria sul Roccella. Assurdo.

E in Eccellenza, dove è iniziata la girandola dei cambi, si apre il caso Biagio Seno. Via dalla panchina del Pomigliano, non dal club granata. Seno è l’uomo di fiducia di patron Pipola e il passo indietro l’ha compiuto negli interessi dello spogliatoio, della squadra e nella salvaguardia del suo rapporto con il presidente. Lui ha avuto il coraggio di fermarsi, pur sapendo che non è l’unico responsabile della crisi granata.

Il resto, ovviamente, ce lo riserviamo per le prossime puntate di MISTEROPOLI. Consentiteci di coniare questo termine. Perché più che parlare di mister, parliamo di misteri.

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