Protagonista assoluta di questo periodo di quarantena è la musica che insieme alla lettura vengono in soccorso a questa insofferenza dovuta alla necessaria limitazione di libertà, rendendo la permanenza casalinga più piacevole.

La musica ed i libri ti permettono di viaggiare con la fantasia verso nuovi orizzonti, espandono i pensieri, spingono a lottare, danno la speranza, fanno innamorare, portano alla luce le emozioni più recondite. Ti permettono di sognare e, sognare rende liberi in un viaggio di amorosi sensi. In particolar modo la musica come una Dea, attraverso i testi delle canzoni e le melodie, unisce tutti i popoli della terra ed è in prima linea per qualsasi battaglia. Ogni movimento del corpo umano ha un ritmo cadenzato, come i battiti del nostro cuore ed è chiaro che non potremmo vivere senza questa divinità.

L’esperto risponde

Per spiegare come certi processi avvengano così naturalmente e per capire come sfruttare al meglio le potenzialità della musica e della scrittura, ci viene in aiuto il musicologo, giornalista e docente universitario, Prof. Michelangelo Iossa. Un grande esperto di musica e non solo, spinto da un’innata curiosità che ha fatto delle sue passioni il suo mestiere. Michelangelo Iossa (napoletano non di nascita ma di adozione) è annoverabile tra le eccellenze campane. Per quantità, qualità e valore di testi ed interviste prodotte, riesce con il suo sapere, a farci concentrare su temi che non ci fanno rimpiangere il dover restare a casa.

Esperienze sensoriali

Ci sono canzoni legate ai periodi storici complicati come questo?

“La musica ha sempre scandito ogni periodo della nostra esistenza a partire dagli uomini primitivi che intonavano inni di gioia, di vittoria, preghiere collettive o nenie di sofferenza e conforto, continuando il suo percorso nell’arco di tutti questi anni senza mai fermarsi. Tra i canti rievocativi, ricordiamo quelli legati al periodo storico della deportazione degli schiavi, che a causa di una inesistente libertà di parola, li utilizzavano come unico metodo di comunicazione e significazione subliminale. Ponendo lo sguardo ai giorni nostri, la canzone che più ci rappresenta infondendo speranza e conforto, è Let it Be dei Beatles. Il testo è un inno a lasciar che tutto faccia il suo corso, ringraziando più volte Mary, che in realtà è la madre di Paul McCcartney e non la Madonna al quale si associa il nome. Faccio parte da molti anni di una band: i ‘Sottomarini’, riconoscuta a livello internazionale ed ogni volta che ci esibiamo riusciamo a captare quanto questo pezzo faccia vibrare il cuore degli spettatori. Per maggiori dettagli sul significato e sulla nascita delle canzoni della band britannica, potreste leggere il mio il libro ‘Love’, adottato anche come testo universitario nel mio laboratorio di musicologia. Se dovessi però suggerire una canzone inno per la mia terra direi: “Volare”.  Scritta ed interpretata dal grande Domenico Modugno, esprime l’amore per la propria patria, l’unità di tutti i connazionali e da’ la spinta giusta a ‘Voler-Volare’ via dalla disperazione, lottando tutti insieme per superare questo periodo oscuro”.

Come rappresenti in musica la situazione attuale?

“Ponendo l’attenzione su questo periodo di forzata quarantena, la canzone simbolo, della quale mi sento il padre giornalistico è “Abbracciame” di Andrea Sannino. Al tempo della pubblicazione nel 2015, ne parlai con entusiasmo, evidenziando la naturalezza e la semplicità del testo e la capacità di arrivare dirittamente al cuore. In questo mese “Abbracciame“, che ha superato i 34 milioni di downloads, è diventata l’inno delle cantate collettive dai balconi napoletani, spopolando sui social media. Suggerisco inoltre, l’ascolto di nuovi stili musicali non convenzionali e la sperimentazione di nuove tecnologie, per diversificarsi dalle nostre abitudini quotidiane. Parola d’ordine: allargare i propri orizzonti. Molto popolare sta diventando anche la tecnologia in 8D, ovvero un modo per ingannare il nostro sistema sensoriale. L’audio trasmesso è infatti distribuito costantemente da destra a sinistra, generando un effetto circolare che garantisce uno stimolo emotivo maggiore e richiede l’ascolto attraverso le cuffie, per non perderne l’effetto sonoro. L’8D non è nulla di nuovo ma solo ora se ne sta sviluppando l’utilizzo. I brani che più mi appassionano, invitandone all’ascolto sono: Bohemian Rapsody, uno dei primi nati in assoluto, Hallelujah dei Pentatonix e qualsiasi pezzo dei Jackson Five”.

Qual è la tua hit parade?

“Come sai i miei gusti spaziano da un genere all’altro però non posso rinnegare il fatto di essere un accanito  betleliano e fan di Michael Jackson del quale ho scritto ‘La storia e l’eredità artistica’. Amo molto il cantautore simbolo di Napoli, Pino Daniele, che con le sue canzoni ha parlato di amore in questa fantastica città e colgo l’occasione per segnalare il libro a lui dedicato, scritto da Carmine Aymone, mio collega e socio della mostra annuale Rock! Creare una hit è alquanto riduttivo perché le canzoni sono tutte irripetibili, ma dovendo per forza fare una scelta, inserisco tutte le composizioni di Ennio Morricone; Let it be – Beatles (come già riportato); Shape of my heart – Sting; Give me. Give me. Give me – Abba; Maggio se ne va – Pino Daniele e dedica a Joe Amoruso, spesso suo musicista, deceduto nei giorni scorsi per cause non addebitabili al Coronavirus”.

Musica, libri e sport: come appagare il senso di insoddisfazione dovuto al bisogno di tornare a correre all’aria aperta?

“La risposta è una sola, stimolando la nostra fantasia e creatività. Sogniamo ad occhi aperti diamo degli input positivi al cervello! Tutto questo è possibile con scelte mirate di contenuti comunicativi di facile comprensione e fruizione. Bisogna incentivare la nostra energia ascoltando canzoni motivanti che riportino alla memoria momenti radiosi della nostra vita e che possano spronare ad attività fisiche casalinghe, ad esempio: Eye of Tiger; Power of love; canzoni rock internazionali. Ricordo, ero un buon play-maker di basket e quando metto su questi pezzi, mi viene una carica super-positiva, viaggio nel tempo e sono di nuovo presente in quelle gare dove venivo osannato per le mie performances. Ci si può concentrare anche su brani scritti da artisti che hanno vissuto il calcio in prima persona come Rod Stewart, Julio Iglesias, Elton John o testi dedica come quello di Claudio Baglioni – Tutto il calcio; Grazie Roma di Antonello Venditti o I ragazzi della Curva B di Nino D’angelo, pensando gli attimi più avvincenti della propria squadra del cuore. A tutto questo ci si può aggiungere la visione di film che hanno un idolo sportivo come protagonista, tipo quelli su Maradona o classici come: Lo chiamavano Bulldozer o Bomber, del plurimedagliato e compianto atleta napoletano, Bud Spencer. È assolutamente necessario mensionare che per tutto il periodo che trascorreremo prima del ritorno alla normalità, sono stati messi a disposizione online, contenuti speciali di cineteche e videoteche di importanza mondiale. Per chi invece sentisse maggiormente l’irrefrenabile voglia di live experiences, potrebbe temporaneamente guardare sullo schermo, uno dei tantissimi concerti dal vivo, locati in grandissimi stadi, di innumerevoli band internazionali del presente o del passato, calandosi in quell’atmosfera che prima o poi ritornera reale”.

Tralasciando lo sport, che soluzioni alternative suggeriresti per riappacificare la nostra anima?

“Mi concentro essenzialmente sulla musica e sulla lettura, due facce della stessa medaglia rappresentativa del desiderio di comunicare. Esiste un tipo di musica chiamata emotiva che evoca le emozioni più recondite, ponendo attenzione a canzoni con temi di amicizia, gioia, conforto, conoscenza, religione e amore, sono un vero sostegno in circostanze particolari. Leggendo il Libro di “Daniel J. Levitin – ‘Il mondo in sei canzoni. Come il cervello musicale ha creato la natura umana’, si può iniziare un percorso verso la scoperta di questo fantastico universo sensoriale. La musica ed i libri sono legati al bisogno costante di voler comunicare sia per l’autore che per chi ne usufruisce. Come dice Levitin, con il quale sono perfettamente d’accordo, svolgono una funzione di collante sociale, colmando la necessità di dare un senso alla propria presenza nel mondo. Un impulso ancestrale che mantiene inalterato il suo mistero, presente oggi nei cori delle manifestazioni sportive, nelle canzoni d’amore, nel blues, nella techno. Questo libro è una ricerca delle radici più profonde del nostro “cervello musicale” e, Daniel J. Levitin volendo al suo fianco ex colleghi musicisti: Sting, Paul Simon, David Byrne e Joni Mitchell, fa in modo che l’utente finali associ l’ascolto dei brani alla lettura”.

“Il giro del mondo in 40 Napoli” è un tuo libro di successo incredibilmente appropriato a questo contesto temporale soprattutto per i napoletani che sentono fortemente il senso di appartenza alla loro terra e si stanno mettendo in evidenza per i loro gesti solidali ed aggregativi a distanza. Quali sono i punti chiavi della tua narrazione?

Questo libro è uno stimolo per viaggiare con la fantasia fuori dalle mura domestiche e perché no, progettare realmente, nel prossimo futuro, un giro del mondo nelle 40 Napoli. Il testo è frutto di un famoso reportage del 2017, alla scoperta delle tante Napoli che popolano il globo. In tutto sono 40, compreso il capoluogo campano. In Italia ce ne sono 3, in Sicilia, Sardegna ed in Puglia ed è proprio in questa regione, che c’è  la splendida Polignano nel passato chiamata Napoli. Ben 12 sono le città che nel mondo hanno esattamente lo stesso nome di Napoli e tutte per motivi legati alla nostra storia. Generalmente, chi conferiva al territorio il nome di Napoli erano migranti o personaggi che volevano rendere omaggio alla nostra città. Un esempio è la Naples in Florida, a pochi chilometri da Mar-A-Lago, la più grande e conosciuta in assoluto, meta estiva del presidente degli USA, Trump. La città era stata costruita da persone che non avevano mai visto il capoluogo partenopeo, ma erano venuti a conoscenza della sua rara bellezza storica e della sua cultura musicale. Le Napoli più piccole invece, come nel Dakota o nell’Ohio, sono nate ad opera di migranti”.

In conclusione

Cosa pensi di tutto quello che sta succedendo e come credi si evolverà la nostra vita?

“Da ottimista, accompagnato da una irrefrenabile voglia di vivere, sono sicuro che andrà tutto bene. Il popolo italiano è straordinario ed insieme ce la faremo. È imperativo non uscire di casa, per chi una casa ce l’ha, e seguire tassativamente le indicazioni normative. Più vengono rispettate le linee guida governative, più si uscirà quanto prima dall’emrgenza. Per quanto riguarda il futuro, sono convinto che tutto migliorerà. Per ogni catastrofe c’è un nuovo inizio e sono molto vicino ideologicamente a quanto detto dallo scrittore David Grossman (https://www.unisob.na.it/inchiostro/index.htm?idrt=9391). La sofferenza per la perdita di tante vite umane è incomiabile e lascerà strascichi che perdureranno nel tempo, ma da tanto dolore si dovranno porre le basi per una vita migliore, altrimenti non avremo più ragione di esistere. Ovviamente bisognerà ripristinare l’economia mondiale ed in riferimento alla musica, ritornare alla partecipazione ai live con un livellamento dei prezzi accessibili ad un target molto più ampio. In conclusione mi aspetto che tutto questo faccia riflettere la classe politica e che a guidarci siano persone sempre più competenti e coraggiose. Spero anche in una parametro globale e sociale di scelte più meritocratiche che diano la possibiltà a chi ne ha le reali competenze di farsi strada. Per quanto riguarda invece le forme di comunicazione prevedo un cambiamento nel modo di utilizzo dei social media che sarà sempre più tecnico, sfruttando solo situazioni dov’è necessario abbattere i limiti di tempo e spazio. I rapporti interpersonali dal vivo incrementeranno. Cresceranno di qualità e valore perché ogni piccolo gesto avrà un’importanza maggiore, dovuta al fatto che dopo tutto quello che ci sta accadendo, sarà possibile perdere  improvvisamente le cose a cui teniamo di più”.

Potrebbe interessarti

Federica Nargi: messaggio d’amore dopo l’addio al calcio del suo Matri

Nella mattinata di sabato 9 maggio, con un post su Instagram e dopo 3 giorni dalle dichiar…