Messi

MESSI – Poco più di 4 giorni ed a Napoli ci sarà la partita che i tifosi azzurri aspettano da quando nell’urna di Nyon è stata estratta la pallina del Barcellona di Leo Messi. Proprio l’argentino di Rosario è il calciatore più atteso, il blaugrana non ha mai calcato il palcoscenico del San Paolo e martedì 25 febbraio sarà la volta buona. La Pulce non sta vivendo un momento bellissimo a Barcellona con i dissidi che ha avuto poche settimane fa con la dirigenza e gli scandali che pochi giorni fa si sono abbattuti sulla squadra ed in particolar modo su di lui. Questa mattina il numero 10 argentino ha rilasciato alcune dichiarazioni al Mundo Deportivo dove ha parlato anche del Napoli:

“Non riesco a pensare di lasciare il Barcellona. Se un altro club mi vuole non ci sono problemi, ma vorrei continuare a vincere col Barcellona.

Sfida al Napoli? Da tanto tempo volevo giocare al San Paolo ma non mi era mai capitato. Ora è arrivato il momento e sono molto entusiasta di vedere com’è, anche se è un altro stadio dato che è stato rinnovato e la gente è diversa. Ma l’esperienza di giocare lì sarà molto bella.

Tifosi? Conosco i napoletani e la loro follia per il calcio. Ho avuto alcuni compagni che hanno giocato lì, come Lavezzi, e mi ha raccontato cosa ha vissuto e per questo sono entusiasta di andarci.

I grandi rivali della Champions? Sono tutte sfide difficili, basti pensare alle sconfitte di Psg col Borussia e del Liverpool e Madrid. Credo che oggi Liverpool, Juventus, Psg e Real siano le squadre più forti.

Momento? Stiamo attraversando un processo di cambiamento degli allenatori. Ognuno ha le proprie idee, un altro modo di pensare, di giocare, e noi ci stiamo adattando. Non è facile perché veniamo da Valverdere che ci chiedeva cose diverse rispetto all’attuale tecnico. Ma stiamo crescendo e ci sono ancora margini. Se vogliamo vincere, dobbiamo migliorare in tutto.

Cosa chiede Setien? Mi dà molta libertà, a volte gioco da “nove” e altre da esterno. Ma tutti mi danno liberta in mezzo al campo. Lui è una persona intima e loquace, che cura i dettagli, che ama il calcio e che ne parla costantemente.

Abidal? Non so cosa sia successo, ma ho risposto perché mi sentivo attaccato. Stava accusando i giocatori. Mi dava fastidio che un dirigente stesse attribuendo ai giocatori un licenziamneto come quello di Valverde. Alla fine è lui, Abidal, che prende le decisioni. Per questo sono andato da lui a chiarire. Ora comunque l’ambiente è molto più tranquillo. Pensiamo solo al calcio”.

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