CAVA DE’ TIRRENI – In casa Cavese, ferma e in attesa di sviluppi come tutte le società calcistiche italiane a causa dell’emergenza Coronavirus, si commemora la scomparsa di Catello Mari, il leone stabiese che 14 anni fa, dopo aver festeggiato la promozione con la Cavese, morì tragicamente in un incidente stradale mentre faceva rientro a casa nella sua Castellammare di Stabia.

Dalla festa al dolore

Il 15 aprile del 2006 è una data storica per la Cavese, nella gioia e nella tragedia al tempo stesso. Quel giorno la squadra di Campilongo dopo la vittoria in rimonta sul Sassuolo festeggiava il ritorno in serie C1, festeggiamenti che si protassero fino a notte fonda. E fu a cavallo tra il 15 e il 16 aprile che il “leone” Catello Mari perse la vita in un tragico incidente stradale. Aveva da poco lasciato i suoi compagni di squadra, dopo aver festeggiato la promozione, per far ritorno a casa. Ma il fato aveva già deciso il suo destino.

Catello Mari aveva giocato in molte squadre campane, passando per i settori giovanili prima della Cavese e poi della Nocerina, poi a seguire tante altre squadre come: Ebolitana, Capri, Angri, Turris, Casertana, prima di ritornare a Cava de’ Tirreni nell’estate della stagione 2004/05, primo anno di Campilongo e primo anno anche tra i professionisti per il “Leone”, voluto fortemente dal tecnico che l’aveva allenato già a Caserta: una grandissima stagione, questa, culminata con la finale play-off persa a Gela.

L’anno seguente, nella stagione 2005/06 – sempre con Campilongo in panchina – ci fu la storica promozione in C1, di cui era stato uno degli artefici con 28 presenze e 3 reti, da ricordare un poderoso gol di testa nel derby contro la Nocerina. Proprio dopo aver festeggiato la promozione, mentre rientrava nella sua città perse la vita a soli 28 anni. Era l’alba del 16 Aprile del 2006, il giorno di Pasqua.

Quest’anno niente messa

Una perdita dolorosa che tolse ogni senso alla storica promozione: la scomparsa di Catello Mari lasciò il segno nel cuore e nella mante di tutti i cittadini cavesi. A distanza di 14 anni il suo ricordo vive ancora nei cuori dei cavesi, e la memoria del “Leone” viene ricordata per le strade della città metelliana con murales e scritte a lui dedicate, ma ogni anno ricordato anche con una solenne messa in suo onore con consueta visita al cimitero di Castellammare.

Quest’anno, però, a causa dello stesso motivo che tiene ferma la macchina del calcio, il covid-19, non ci sarà né messa né visita al cimitero per la commemorazione annuale. Nonostante ciò, però, Cava non dimentica quel 15 e 16 Aprile 2006, due giorni gioiosi e maledetti al tempo stesso.

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