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Non ci aspettavamo nulla dalla partita della Lazio in casa del Bayern Monaco, valevole per gli ottavi di ritorno di Champions League. Troppo pesante l’uno a quattro della gara d’andata, troppo ampio il valore tecnico e di esperienza dei bavaresi rispetto ai laziali.

Lazio in campo solo per l’orgoglio

Non ci aspettavamo nulla se non una prova di orgoglio, una partita che non annullasse le differenze, ovviamente, ma che almeno dimostrasse che il calcio italiano non è poi lontanissimo dall’élite continentale anche se non protagonista, come purtroppo dimostrato dalla eliminazione dell’Atalanta da parte del Real Madrid e da quella sicuramente più clamorosa della Juventus, evidentemente sopravvalutata per questa competizione, da parte del Porto, per non parlare dell’Inter ancora nei gironi.

Queste le motivazioni degli uomini di Inzaghi, poi bisognava fare i conti con i tedeschi campioni di tutto, temibili perché se affrontati senza le giuste motivazioni, al di là degli esiti finali, si rischia sempre l’imbarcata, come accaduto al Barcellona. Le due squadre si schierano con i moduli abituali, i tedeschi non hanno Neuer tra i pali (gioca Nubel), Inzaghi lascia a riposo Immobile e Leiva per Muriqi e Escalante.

I bavaresi, senza forzare, fanno valere tutte le loro qualità, ma i laziali tengono bene il campo, si difendono con ordine e provano anche qualche ripartenza. Nonostante ciò, i tedeschi vanno in vantaggio con un rigore del solito Lewandowski e poi raddoppiano nella ripresa con Choupo Moting, però c’è la reazione dei ragazzi di Inzaghi che almeno accorciano con Parolo.

Alla fine la Lazio ottiene l’obiettivo di uscire con onore, anche se dobbiamo, come scritto all’inizio, registrare il fallimento europeo del nostro calcio. C’è da cambiare mentalità, bisogna avere più coraggio, aumentare l’intensità di gioco, scrollarsi la sudditanza psicologica che evidentemente ci attanaglia quando la posta, e la qualità degli avversari, si alza.

Champions League: Le squadre qualificate ai quarti di finale

Intanto, le otto squadre che si giocheranno i quarti, sorteggio venerdì, rappresentano il gotha del calcio europeo, con gli inglesi a farla da padrone con Chelsea, Liverpool e Manchester City. Due le tedesche, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, una a testa per Francia (Paris St. Germain), Portogallo (Porto) e Spagna (Real Madrid), con due curiosità: dopo sedici anni mancheranno uno tra Cristiano Ronaldo e Messi; delle squadre sopra citate, solo il Manchester City di Pep Guardiola e il Paris St. Germain di Mbappé e Neymar non hanno mai vinto la Coppa dalle Grandi Orecchie.

Di Raffaele Ciccarelli

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