di Francesco Camerlingo

Il pocho Lavezzi dice addio al calcio e appende le scarpette al chiodo. Scarpe che lo hanno accompagnato su molti campi,  facendogli muovere  passi da gigante, sebbene lui, non abbia mai avuto i centimetri a favore. Forte, ma veramente forte, Ezequiel Lavezzi; quel ragazzo che approdó al Napoli nell’estate del 2007 e che ebbe il coraggio e l’intraprendenza di caricarsi la squadra addosso e di cucirsi sulla pelle una maglia pesante, quella azzurra. Idolo dei tifosi napoletani, nuovamente identificati in un simbolo di Napoli, hanno potuto apprezzare le sue galoppate, quelle sterzate tra un avversario e un altro. Dribblomane puro, con la testa un po’ pazza, almeno solo in campo. Un anarchico del calcio che seppe regalare gioie vere alla platea, oggi dice basta dal lontano oriente: “Grazie a tutti voi per l’affetto. Lascio definitivamente il calcio, convinto di aver fatto una buona carriera e di esser stato utile, grazie ancora”. Con questo messaggio, il pocho saluta non solo la sua ultima squadra, l’Habei Fortune di Cina, ma tutti coloro i quali lo hanno amato e lo amano ancora per ciò che ha dato al calcio.

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