A cura di Raffaele Ciccarelli 

Per intraprendere un lungo viaggio che possa raggiungere la meta agognata è necessaria una buona partenza, ed è quella che si augurano le trentadue squadre partecipanti alla Champions League 2018/2019, tese a raggiungere il primo giugno dell’anno prossimo il Wanda Metropolitano, la casa dell’Atletico Madrid, la prossima “casa dei sogni”. La prima tappa è stato l’atteso sorteggio il cui esito, come sempre, rappresenta l’inizio di questo cammino. Nuova la formula, non nello svolgimento ma nell’accesso alla competizione, con le prime quattro nazioni del ranking Uefa (Spagna, Inghilterra Italia e Germania, nell’ordine) che hanno iscritto direttamente quattro squadre ciascuna, a dire il meglio dei rispettivi campionati. L’obiettivo di tutte, naturalmente, sarà quello di spezzare l’egemonia del Real Madrid, che dura da tre stagioni, e succedere alle Merengues sul trono d’Europa. Il torneo, quest’anno, promette di scardinare le sue consolidate gerarchie, e non solo perché a Madrid hanno perso le prestazioni di Cristiano Ronaldo, passato alla Juventus, ma per una mera questione anagrafica, che sta proiettando il Real, così come il Barcellona e il Bayern Monaco, verso un fisiologico ricambio generazionale, pur restando degli asset molto forti. La nuova formula di partecipazione ha garantito gruppi di notevole equilibrio, nessuno è scontato e per ognuno di essi sono almeno tre le squadre con possibilità di accedere alla fase ad eliminazione. Come scritto sopra, quattro sono le nostre rappresentanti, la Juventus, in prima fascia quale Campione d’Italia, Roma e Napoli in seconda e Inter in quarta. I gironi che sono scaturiti dalle mani di Ricardo Kakà e Diego Forlan non sono stati benevoli, proponendo due gironi difficili ma alla portata, e due francamente quasi impossibili. I bianconeri hanno avuto in sorte il Manchester United, il Valencia e lo Young Boys di Berna, con queste ultime due che poco dovrebbero insidiare i torinesi, mentre ricca di fascino è la sfida con gli inglesi. A parte i numerosi precedenti, la sfida segna il ritorno in Italia di Paul Pogba contro la Juventus, ma anche il ritorno di Josè Mourinho, e non ultimo il confronto tra Cristiano Ronaldo e la squadra che lo lanciò a livello internazionale. Decisamente più morbido il girone della Roma, che ritroverà proprio i Campioni d’Europa in carica del Real Madrid, ma avrà nei russi del  Cska Mosca e nei cechi del Viktoria Plzen avversari ampiamente alla portata delle qualità tecniche della squadra di Eusebio Di Francesco. Male il Napoli, che pur trovandosi nella stessa fascia della Roma, la seconda, si è visto recapitare un girone tremendo in cui si dovrà dar fondo a tutta la qualità tecnica dei partenopei e a tutta l’abilità ed esperienza di Carlo Ancelotti per venirne a capo. Non bastasse la forza del Paris St. Germain di Neymar e dell’astro nascente Kylian Mbappè, ma anche di Marco Verratti e di Gigi Buffon, in una sfida che segna anche il ritorno al S. Paolo di Edinson Cavani da avversario, i partenopei si sono visti recapitare anche i vicecampioni d’Europa in carica, il Liverpool guidato da Jurgen Klopp che da queste parti è già stato qualche anno fa con il Borussia Dortmund, e che fa affidamento sui gol di Momo Salah. Quarto incomodo sarà la Stella Rossa, squadra da prendere con le molle soprattutto per la bollente tifoseria che la segue e che promette di rendere incandescenti tutte le gare in programma al “Marakana” di Belgrado. Più atteso era il girone difficile per l’Inter, che partiva dalla quarta fascia, ma che pure si è vista recapitare il peggio in circolazione. Per i nerazzurri, oltre al fascino di affrontare Lionel Messi e il suo Barcellona, come detto in fase di rinnovamento ma sempre fortissimo, si troverà di fronte anche gli inglesi del Tottenham, squadra maturata molto in questi anni e pronta ad entrare nel gotha dei vincitori, che fa affidamento sui gol del prolifico Harry Kane. Terzo incomodo il Psv Eindhoven, appartenente alla nobiltà del calcio olandese ed internazionale, che sta tornando in auge in Europa, come ciclicamente accade da quelle parti. Grandi sfide, grandi partite, di questo è lastricato il cammino verso Madrid, con il sogno di alzare la Coppa dalle Grandi Orecchie.

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