Spettacolo puro, intensità, squadre impostate per superarsi piuttosto che per speculare. Alla sua seconda giornata il campionato è forse ancora troppo giovane per far pensare al trionfo dell’utopia di Arrigo Sacchi, i puristi storceranno di sicuro la bocca, visti i tanti errori, ma le emozioni non si stanno lesinando.

Juventus – Napoli

Sarà perché è arrivato subito, senza ancora il peso della classifica, ma lo spettacolo andato in scena a Torino tra la Juventus e il Napoli ha dell’incredibile, e raccoglie quella che è un po’ la summa del calcio. Per un’ora di gioco, per la verità, la partita non c’è, con la Juventus che dà chiari segnali di rinnovata sete di dominio alle contendenti. Però poi capita che sul tre a zero, tra rilassatezza bianconera e ritorno d’orgoglio azzurro, grazie anche agli aggiustamenti di Ancelotti con l’inserimento di Lozano, il Napoli riesce addirittura a pareggiare. Tutta l’amarezza, la delusione, il fiele per il Napoli e i suoi tifosi si concentra alla fine del match, quando l’impresa sembra concretizzata, Eupalla ci mette il suo bizzarro zampino sotto forma di deviazione di Koulibaly nella sua porta per la più beffarda delle sconfitte. Al di là di questo, resta il dominio degli avversari e il molto lavoro che Ancelotti dovrà fare, soprattutto nella fase difensiva. Per la Juventus Sarri avrà lo stesso compito, anche se qui è da registrare soprattutto il reparto, vista anche l’assenza per lungo tempo di Chiellini.

Il derby capitolino

È solo un caso se il derby di Roma finisce in pareggio, in coda a una partita che non si è fatto mancare nulla, tra pali (ben sei), gol mangiati e vantaggio della squadra apparsa più debole, i giallorossi, un classico di questo tipo di partite. Il vantaggio di Kolarov su rigore è poi annullato dalla rete di Luis Alberto, alla fine soprattutto la squadra di Inzaghi si deve accontentare della divisione della posta, che è parsa andare meglio alla squadra di Fonseca.

Ripresa rossonera

Si riprende il Milan che supera un ottimo Brescia, Giampaolo rischia non poco schierando lo stesso modulo della sconfitta di Udine, anche se mette in panca Piatek e Paqueta, inserendo Kessie e rispolverando Andrè Silva. Ci pensa Calhanoglu a risolvere la contesa, i tre sofferti punti alla fine arrivano, senza ridimensionare l’ottima squadra di Corini, che siamo sempre più curiosi di vedere con Balotelli al centro dell’attacco.

Inter poco brillante, ma efficace

Fatica molto l’Inter per avere ragione del Cagliari, ma alla fine riesce a restare in vetta alla classifica con Juventus e Torino grazie a un rigore trasformato da Lukaku dopo che Joao Pedro aveva pareggiato l’iniziale vantaggio ospite di Martinez. I neroazzurri dimostrano di avere metabolizzato i dettami principali di Conte, intensità e compattezza, mentre per i sardi c’è ancora molto da lavorare per diventare una squadra, anche se non è mancato il cuore.

Spettacolo a Bergamo

Il Torino in casa dell’Atalanta doveva dimostrare di avere superato la delusione dell’eliminazione dalla Europa League, con il più classico “cuore toro” riesce ad avere ragione dei bergamaschi, cui non basta una doppietta di Zapata.

Montella non ingrana

Male la Fiorentina quasi mai in partita, tranne che nel finale, in casa di un tonico Genoa, nel match che potrebbe designare i rossoblù come la probabile sorpresa, almeno di questo scorcio di stagione.

Poker Sassuolo

Malissimo la Sampdoria, che viene letteralmente surclassata dal Sassuolo e da Berardi, autore di una tripletta, probabilmente per i doriani è necessario risolvere quanto prima i problemi societari per non vivere una stagione da incubo.

Le altre

Negli altri match, che riguardano la salvezza, si ridimensiona l’Udinese superata a domicilio da un arrembante Parma, va al Verona la sfida tra neopromosse in casa del Lecce, mentre, sul filo di lana, segnando in pieno recupero, Soriano regala una meritata vittoria in chiave salvezza al Bologna e a Mihajlovic, nel derby contro la Spal.

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