La DC Comics contro Batman Taglialatela

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Curiosa vicenda tra l’ex portiere degli anni 90 del Napoli, Pino Batman Taglialatela, e la nota house di fumetti DC Comics.

Può capitare che, nella vita professionale di un atleta, grazie alle prestazioni sul campo si venga affibbiati con dei soprannomi, dei marchi.

Pino Taglialatela era per tutti noi Pino Batman o Pino Bat, per l’appunto, che con i suoi guizzi all’interno dell’area di porta (rigori parati compresi) era stato uno dei protagonisti del Napoli negli anni 90. Fino al 1999 più precisamente.

Nulla di strano. Se non, a distanza di oltre vent’anni, la DC Comics (che ha creato e cura l’immagine dell’eroe dei fumetti mascherato di Gotham, Batman) gli facesse causa per aver avuto l’appellativo di essere uno della famiglia “bat”. Assurdo.

La DC Comics mi ha aggredito

Uno stupito quanto stizzito Pino Taglialatela spiega la vicenda a Radio Marte: “il vero Batman si è scagliato contro di me. Mi hanno chiesto di rimuovere il marchio, che poi non è comunque quello di Batman perché io volevo registrare Pino Bat. La cosa ha dato fastidio, stiamo lottando: ci chiedono di togliere marchio e immagini, anche se non abbiamo fatto e non faremo merchandising. Non ho idea di come ci siano arrivati, non abbiamo creato maglie o altro da mettere in vendita e non lo farò mai, ma vorrei tenere il marchio per una questione affettiva, fa parte della mia carriera”.

L’ex portiere: “È una storia che parte dal 1995. Loro sono più forti di noi, il mio Pino Bat non è Batman, ma lo rimuoveremo

“È successa una cosa alquanto particolare. Parte tutto dal 1995 e dal soprannome di Batman: la DC Comics ci ha aggredito e il vero Batman si è scagliato contro di me. Loro sono sicuramente più forti. Mi hanno chiesto di rimuovere il marchio, che poi comunque non è quello di Batman ma Pino Bat. Volevamo registrarlo ma la cosa ha dato fastidio e si è scatenato l’inferno, con il vero Batman fuori la porta. Stiamo lottando, ci sollecitano a rimuovere marchio e immagini”. 

E ancora: “Non abbiamo fatto e non facciamo merchandising, quella maglia fu unica: chi ce l’ha, ce l’ha. Volevo registrare il marchio con l’agenzia che mi segue ma perché l’ho creato io. Ci hanno scritto da ogni parte d’Europa, ci è stato intimato persino di togliere le immagini dal sito”.

“Il Pino Bat andrà via”

“La nascita del marchio? Io amavo Goldrake, il marchio è l’alabarda spaziale stilizzata un po’, non ha nulla a che vedere con un pipistrello. Il Pino Bat lo rimuoveremo ma per una questione affettiva non voglio perdere il marchio, fa parte della mia carriera. Come ci sono arrivati? Non ne ho idea, non abbiamo creato maglie o altre cose da mettere in vendita, non lo farò mai. Magari volevo fare una replica della maglia, mi spiace non poter usare questo marchio per fare qualche copia e regalarla, non venderla. Penso che comunicheremo con loro sperando che ci lascino il nostro marchio. Molti mi scrivono quando vengono a Ischia, se posso dare una piccola gioia sono a disposizione” ha concluso.

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