Dopo il focolaio nella Nazionale l’incubo Covid è tornato a premere sulla Serie A, soprattuto in vista del big match di domani tra la Juventus e il Napoli, rinviata già ad inizio campionato, dopo che l’ASL di Napoli aveva bloccato il viaggio dei partenopei. In vista della gara di domani non c’è il rischio del rinvio perchè in casa Juventus non c’è un focolaio. Infatti sono solo Bonucci e Bernardeschi ad essere positivi.  Ad intervenire sulla questione è stato il direttore dell’ASL di Torino Carlo Picco, che a Radio Punto Nuovo ha dichiarato: “Non abbiamo un focolaio e non essendoci un focolaio non abbiamo elementi per rimandare la partita. Ad oggi la partita si gioca. Non c’è un cluster”.

Carlo Picco: “Al momento non c’è il rischio del rinvio” 

Il direttore dell’ASL di Torino intervenuto a Radio Punto Nuovo ha dichiarato che nelle prossime ore continueranno a monitorare la situazione in casa bianconera, ma al momento non c’è l’ipotesi del rinvio. “Ovviamente faremo verifiche e vigileremo, ma per ora la situazione è questa. Il focolaio è stato in parte contenuto per il fatto che i giocatori sono stati isolati. Al momento le positività non sono tali da giustificare un intervento dell’ASL così drastico, però vigiliamo. Ad oggi la partita si gioca”. Il rinvio ci sarebbe solo in un caso: “L’esplosione di un focolaio tra oggi e domani”.

Giuseppe Portella: “Napoli? Tutto tranquillo”

Sulla sponda partenopea c’è ottimismo e massima tranquillità sulla svolgimento della partita. A parlare a Radio Marte è stato Giuseppe Portella, professore di patologia clinica alla Federico II e membro dello staff che segue i tamponi del Napoli: “Vero che hanno potuto fare solo tamponi antigenici rapidi, ma se fosse emerso qualcosa si sarebbe visto. A breve dovrebbero arrivare i tamponi di stamattina quindi speriamo di chiudere oggi questa storia e di confermare i risultati negativi”. 

“Dopo 6 giorni il pericolo è scampato? Per essere formalmente certi dovremmo attendere ancora qualche altro giorno ma più ne passano e meno dobbiamo preoccuparci – continua il professore-. Dopo vari giorni la negatività ci fa stare abbastanza tranquilli. Per una questione formale possiamo parlare di scampato pericolo dopo una decina di giorni. Zielinski è stato sottoposto a una vera e propria tortura, ha fatto 5 tamponi in pochi giorni – ricorda il professore -. Purtroppo non c’è alternativa. Si è provato a usare tamponi salivari ma l’efficacia non è la stessa”.

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